Resilienza e Sfide per il Tessuto Industriale Piemontese: Un’Analisi CongiunturaleL’autunno 2023 si configura come un periodo di transizione per il sistema industriale piemontese, segnato da una tenuta inaspettata ma fragile, proiettata verso un futuro incerto.
I dati emersi dall’indagine congiunturale condotta da Confindustria Piemonte, che ha coinvolto oltre 1.200 aziende distribuite in diversi comparti, delineano un quadro complesso, intriso di sfide geopolitiche e di una necessità impellente di ripensare modelli di crescita e di sviluppo.
Nonostante un rallentamento globale e le difficoltà intrinseche a settori chiave come il metalmeccanico e il tessile-abbigliamento, le imprese piemontesi mostrano una capacità di adattamento notevole.
L’utilizzo degli impianti si mantiene a livelli positivi, sostenuto da investimenti mirati e da un mercato del lavoro che resiste alla pressione negativa delle congiunture.
Tuttavia, questa resilienza non può essere data per scontata.
La scadenza imminente dei piani Industria 4.0 e 5.0 rappresenta un punto cruciale, esigendo un intervento governativo tempestivo e strutturale, orientato a sostenere l’innovazione e la competitività delle imprese.
Il comparto manifatturiero, che costituisce la spina dorsale del tessuto industriale piemontese, registra ancora segnali di difficoltà.
Indicatori come la produzione, i nuovi ordini, la redditività e le esportazioni denotano un trend negativo, sebbene attenuato rispetto ai trimestri precedenti.
In particolare, il settore metalmeccanico, fortemente legato all’automotive e alla metallurgia, continua a rappresentare un elemento di preoccupazione, con un saldo negativo sulla produzione che si protrae da nove trimestri.
Anche il tessile-abbigliamento, storico pilastro dell’economia piemontese, è alle prese con una fase di profonda trasformazione, caratterizzata da una crescente concorrenza internazionale e dalla necessità di ripensare i modelli produttivi.
Un elemento di contrasto emerge dal settore terziario, che dimostra una maggiore resilienza grazie alla sua minore dipendenza dai mercati esteri.
La fiducia delle imprese terziarie è in crescita, con particolare dinamismo nel comparto ICT e nel settore dei trasporti di merci e persone.
Questa divergenza evidenzia come la diversificazione delle attività e la focalizzazione su mercati interni possano rappresentare una strategia efficace per mitigare gli effetti delle crisi globali.
Le prospettive future, tuttavia, dipendono in larga misura dall’evoluzione del contesto geopolitico e dalla capacità di diversificare i mercati di sbocco.
L’Europa e gli Stati Uniti rimangono partner strategici imprescindibili, ma l’esplorazione di nuovi sbocchi commerciali e la promozione di accordi commerciali bilaterali rappresentano un’opportunità per ridurre la dipendenza dai mercati tradizionali.
La diminuzione dei timori legati all’aumento dei costi di materie prime, energia e logistica, sebbene incoraggiante, non deve indurre in un falso senso di sicurezza.
La volatilità dei prezzi e le interruzioni delle catene di approvvigionamento rimangono un rischio concreto che richiede un’attenta gestione e una costante attenzione all’innovazione tecnologica.
In conclusione, il sistema industriale piemontese si trova di fronte a un bivio.
La capacità di interpretare le sfide del presente e di progettare il futuro con visione e determinazione sarà determinante per garantire la sua prosperità e il suo ruolo propulsore dell’economia nazionale.









