Terremoto politico a Borgofranco d’Ivrea: le dimissioni in blocco di sette consiglieri comunali hanno provocato la decadenza del sindaco Fausto Francisca e lo scioglimento anticipato del Consiglio comunale.
A lasciare l’incarico sono stati quattro consiglieri di opposizione e tre esponenti della maggioranza, un numero sufficiente , la cosiddetta “metà più uno”, per far decadere automaticamente l’amministrazione secondo la normativa vigente.
La crisi arriva a meno di due anni dalle elezioni e segna una rottura profonda all’interno del Consiglio, con accuse incrociate tra maggioranza e minoranza su gestione politica e mancanza di dialogo.
Le accuse: “impossibile lavorare così”
I consiglieri dimissionari, in particolare quelli della minoranza, hanno denunciato divergenze insanabili con il sindaco, parlando di difficoltà nel confronto e di un clima politico sempre più teso.
Dal canto suo, Francisca ha espresso amarezza per la decisione, sottolineando come le dimissioni di parte della sua stessa maggioranza abbiano portato il Comune verso il commissariamento e il blocco di diversi progetti amministrativi.
Verso il commissario e nuove elezioni
Con lo scioglimento del Consiglio, ora la gestione del Comune passerà a un commissario prefettizio, che guiderà l’ente fino alle prossime elezioni amministrative.
Una fase di transizione che comporterà inevitabilmente rallentamenti nelle attività amministrative e nei progetti in corso, lasciando il paese in una situazione di incertezza politica.
Un passaggio che segna uno dei momenti più delicati per Borgofranco negli ultimi anni, con una crisi istituzionale che riapre il confronto sul futuro amministrativo del territorio.

