Un cortometraggio per raccontare l’anima dell’arancere al Carnevale di Ivrea.
Raccontare il tempo sospeso che precede, accompagna e segue la Battaglia delle Arance: è questa la sfida narrativa scelta da Kevin Tussidor, regista di 33 anni originario di La Thuile, ma residente da tredici anni a Parigi. Il suo nuovo progetto è un cortometraggio dedicato allo Storico Carnevale di Ivrea, osservato non come evento spettacolare, ma come esperienza intima e collettiva.
Al centro del racconto non c’è il momento del lancio in sé, ma l’attesa dell’arancere: quella che inizia mesi prima, fatta di preparativi, riti, allenamenti e aspettative; quella che si consuma durante i giorni del Carnevale, tra tensione, appartenenza e adrenalina; e infine quella che resta dopo, quando il rumore delle piazze si spegne e rimangono i segni sul corpo e nella memoria.
Lo sguardo di Tussidor, maturato lontano dall’Italia ma profondamente legato alle tradizioni alpine e popolari, punta a trasformare il Carnevale in racconto universale, parlando di identità, tempo, sacrificio e comunità. L’arancere diventa così simbolo di qualcosa che va oltre Ivrea: l’uomo che attende, che si prepara a un momento breve ma decisivo, che vive intensamente un rito sapendo che finirà presto.
Il cortometraggio si inserisce in una lettura contemporanea dello Storico Carnevale, dove la Battaglia non è solo scontro rituale, ma atto emotivo e culturale, capace di definire chi la vive. Un progetto che promette di restituire, attraverso immagini e silenzi, il battito profondo dell’attesa, quella che rende il Carnevale di Ivrea unico e irripetibile ogni anno.

