Lo Storico Carnevale di Ivrea conquista il mondo

All’inizio aveva superato i confini della città. Poi anche quelli della Provincia. Un po’ per volta ha oltrepassato i confini della regione ritagliandosi uno spazio importante per quanto stretto tra due colossi come quello di Viareggio e quello di Venezia. E poi, così com’è stato per le altre due manifestazioni, e aiutato dalla tecnologie che porta immagini e racconti da un capo all’altro del mondo in un secondo, ha travalicato i confini italiani, facendosi conoscere un po’ ovunque.

Certamente in Canada, e di lì ovunque si abbia una connessione internet. Grazie ad un biologo ma anche videomaker, youtuber e influencer, nonché viaggiatore e collaboratore della Bbc, il canadese Mike Corey. Che, tra una ripresa in Turkmenistan e un viaggio in Norvegia ha fatto tappa a Ivrea nei giorni del Carnevale. Il suo video, “Orange fight”, ha ampiamente superato su Youtube le 100mila visualizzazioni. La particolarità del suo video? Che non si tratta di una mera ripresa, ma del racconto di una esperienza personale e intensa. Nei suoi giorni di permanenza in terra eporediese, Corey ha respirato a pieni polmoni l’atmosfera del Carnevale, si è immerso nella realtà delle sfilate e dei vari appuntamenti e, per qualche attimo, ha provato l’esperienza di diventare un arancere, tirando sia con i colori della Pantera Nera, sia con quelli dei Diavoli.

E poi il Giappone, con una storia che solo il Carnevale di Ivrea può generare. Lui si chiama Kazuhiko Takahashi. È un tranquillo signore, non proprio un ragazzino, con un lavoro come tanti: addetto alle vendite di un’azienda che produce materiale tecnologico. Vive con la sua famiglia ad una trentina di chilometri da Tokyo. Nel 1989 due italiani, due abitanti di Ivrea, sono in Giappone per lavoro. I tre si conoscono, diventano amici. Nel 1991 tocca a Kazuhiro fare in viaggio in Italia. Incontra i due amici italiani e, ricordandosi dei racconti sentiti sul Carnevale e sul suo fascino, chiede di poter assistere allo spettacolo. Ed è amore a prima vista. Ma uno di quegli amori che ti stravolgono la vita, ti afferrano l’anima e non la mollano più. E lui, da buon innamorato, non può fare altro che viverlo, questo amore. E ogni anno, puntualmente, affronta un volo di 24 ore, arriva ad Ivrea proprio nei giorni del Carnevale, indossa la casacca verde e i calzoni rossi, con il corvo nero sulla schiena, abbandona la tradizionale riservatezza giapponese e arancia in mano, si unisce alla battaglia, per fare la sua parte. Con i Tuchini, che lo accolgo come uno di famiglia, perché i suoi amici sono Tuchini. E con quei colori riceve anche un premio, per aver raggiunto i 20 anni consecutivi di tiro.

Carlos, invece, è brasiliano. Lui a Ivrea non ci è arrivato per il Carnevale. No, ci è arrivato per altri motivi. Ma del Carnevale si è innamorato, pure lui. Un amore corrisposto e poi lasciato in sospeso, come quando i due amanti sono talmente distanti da non potersi neppure sfiorare. Solo che per lui quella distanza non si è espressa in chilometri, ma in giorni, mesi, anni. Quei giorni, mesi e anno serviti per superare la pausa forzata imposta dal Covid e dalle sue conseguenze. Giusto il tempo di invaghirsi della festa, muoverci i primi passi e poi a casa. Chiuso in casa. Tutto sospeso fino a nuovo ordine. E quando quell’ordine è arrivato, Carlos non era si solo impegnato in battaglia, ma anche sulle autoscale, ad appendere bandiere ai quattro angoli della città.

I colori dei Tuchini li veste anche Jacqueline Sàez Doblas. Lei ha un canale su YouTube, con il quale racconta le tradizioni, le feste e le manifestazioni popolari più vere e meno commerciali d’Europa. Nel fare le sue ricerche per nuovi servizi, si imbatte nel Carnevale di Ivrea. Anche in quel caso è amore a prima vista, e alla prima occasione utile sale su un aereo, arriva in Italia e raggiunge Ivrea. E scopre che quell’amore, per forza di cose solo platonico fino a quel punto, è invece uno di quegli amori che fanno battere il cuore e sentire le farfalle nello stomaco. Filma, monta, commenta, e carica il servizio su YouTube. E quando torna, l’anno successivo, scopre di essere, almeno ad Ivrea, una mezza celebrità. E quella volta, con i Tuchini, non si limita a osservare e a filmare. Prende le arance in mano e si butta nella battaglia.

I Credendari accolgono nei loro colori ragazzi e ragazze affascinati dall’atmosfera dei Carnevale: Alisa e Semith dalla Turchia, Rise e Suzu dal Giappone, l’argentina Lucia, Natalia che arriva dall’Honduras, il tedesco Maximilian, Ming Ming dalla Thailandia, la messicana Sofia e Tilde, norvegese.

E poi ci sono gli ospiti. Tra gli altri, la Croatian Hawks, un’associazione storica ma anche sportiva, culturale e umanitaria croata, impegnata nel promuovere i valori di unità e solidarietà tra i croati, che sfila in città con gli altri gruppi storici.

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