Il lancio delle aringhe di Dunkerque, il taglio delle cravatte di Colonia, il bagno nella neve in bikini del Quebec.
E se è vero, com’è vero, che il Carnevale di Ivrea, con i suoi colori, con le sue liturgie e, soprattutto, con le sue arance, è diventato un fenomeno in grado di superare i confini e arrivare ai quattro angoli del mondo, è altrettanto vero che non è l’unica manifestazione carnascialesca estremamente curiosa.
A Dunkerque, in terra di Francia, il Carnevale dura tre mesi, indicativamente da metà gennaio a metà aprile, celebrandosi in ogni fine settimane in una delle località dell’area metropolitana. Il clou della manifestazione si ha, però, in quelli che vengono chiamate “Les trois joyeuses”, dalla domenica precedente il Carnevale vero e proprio al martedì grasso, quando la città è presa d’assalto da decine di migliaia di visitatori che giungono da ogni angolo della Francia. Il momento principale si rifà alla tradizione dei pescatori della zona del XVII secolo, allorquando si preparavano a raggiungere le coste islandesi per pescare i pregiati merluzzi. Ovviamente nei giorni precedenti la partenza, non sapendo se il viaggio si sarebbe concluso in modo positivo, e avendo comunque la certezza che sarebbe stato tutt’altro che breve (a volte non si concludeva proprio, nel senso che i pescherecci non tornavano a casa…), gli uomini voleva uscire e darsi alla pazza gioia. Peccato che i loro vestiti fossero già stipati a bordo, pronti ad affrontare il lungo viaggio. E ai tapini non restava che uscire di casa indossando gli abiti delle mogli. In rispetto a questa tradizione, in quei giorni gli uomini di travestono da donna, indossando il proprio “clet’che” (travestimento). Altro momento clou, il lancio non delle arance ma delle aringhe. I dipendenti comunali, assieme ad altri fortunati estratti a sorte, lasciano fino a 500 chili di aringhe dal balcone del Comune sul pubblico festante.


Una delle feste di Carnevale più sfrenate e irriverenti è quella che si tiene a Trinidad e Tobago. L’appuntamento viene anticipato da feste che si svolgono a partire dai mesi precedenti, ma i momenti salienti sono essenzialmente tre: J’ouvert (l’alba del lunedì), Carnival Monday (il lunedì di Carnevale) e il Carnival Tuesday. E se il secondo momento è quello più tranquillo, laddove per tranquillo si intendono sfilate lunghissime, coloratissime e chiassosissime, gli altri due rappresentano la follia della festa. All’alba del lunedì i partecipanti, coperti di cioccolato, grasso, olio, pitture, melassa, catrame o comunque qualunque cosa serva a renderli irriconoscibili, si dimenano, urlano, mimano demoni, diavoli, mostri e folletti, abbandonando ogni inibizione ed esorcizzando la paura del buio e della morte. Il martedì è dedicato alle bande e ai gruppi musicali, che sfilano nel più grande parco cittadino fino allo sfinimento per conquistare il titolo di “Masquerade band of the year”, assegnato da una apposita giuria.
A Colonia, in Germania, la stagione del Carnevale si apre alle 11.11 dell’11 novembre, viene sospesa per il periodo dell’Avvento e delle festività natalizie per riprendere, poi, con l’Epifania. A guidare le feste, tre figure (che pagano caro e salato per poter coprire quel ruolo): Jungfrau, Prinz e Bauer (la fanciulla, il principe e il contadino), che diventano l’anima di quei giorni. Regola vuole che anche la fanciulla sia interpretata da un uomo opportunamente travestito. Una tradizione che si era interrotta solo tra il 1936 e il 1945, dal momento che il nazismo non vedeva di buon occhio un uomo travestito da donna, e aveva imposto che ad interpretare la fanciulla fosse una fanciulla in carne e ossa. Tra i momenti più caratteristici, la “Feste delle donne”, nel quale le gentili signore tagliano le cravatte degli uomini che incontrano per strada chiedendo in cambio una bacio su una guancia, e il “Lunedì delle rose”, un lungo corteo di migliaia di persone che attraversa la città, mentre dai carri si lanciano rose e dolcetti sul pubblico che assiste alla parata.



Nel Quebec, in Canada, si devono fare i conti con un clima tutt’altro che mite, e proprio alla neve e al ghiaccio sono legati i momenti salienti della festa. Il periodo carnascialesco si apre con un ballo alla presenza di 400 invitati, e i vari appuntamenti si snodano tra gare di snowboard, canoa su ghiaccio, slitte trainate da cani, ciaspolate, sculture di neve e poi l’immancabile (per le più ardimentose) bagno nella neve in bikini.
L. B.









