Ivrea, autovelox segati sulla Statale 26: il “Fleximan” del Canavese va a processo

Un 36enne del Biellese accusato di aver abbattuto due velox nel 2024: il Comune chiede i danni.

Il caso del cosiddetto “Fleximan” arriva in tribunale. Un 36enne residente nel Biellese dovrà affrontare il processo per il presunto danneggiamento di due autovelox installati lungo la Statale 26, alle porte di Ivrea.

Secondo l’accusa, nel febbraio 2024 i dispositivi di rilevazione della velocità sarebbero stati segati alla base con un flessibile, rendendoli inutilizzabili. Le indagini, durate circa due mesi, sono state condotte dalla Polizia di Stato insieme alla polizia locale eporediese, partendo dalle immagini delle telecamere di videosorveglianza presenti nella zona.

Le indagini e la perquisizione

Gli investigatori hanno incrociato i filmati con i dati delle celle telefoniche, individuando lo smartphone del sospettato nell’area nelle ore in cui i velox sarebbero stati danneggiati. A quel punto è scattata una perquisizione nell’abitazione dell’uomo, dove sarebbero stati trovati un flessibile e un alimentatore, ritenuti compatibili con l’attrezzatura usata per tagliare i pali metallici.

L’indagato, però, ha respinto le accuse e ha annunciato che ribadirà la propria estraneità ai fatti durante il processo.

Il Comune chiede 50 mila euro di risarcimento

Nel procedimento si costituirà parte civile il Comune di Ivrea, che intende chiedere il risarcimento di circa 50 mila euro, somma necessaria per ripristinare i due impianti distrutti.

La prima udienza è fissata per il 27 aprile 2026, quando il tribunale inizierà a esaminare il caso che, all’epoca dei fatti, aveva fatto molto discutere anche sui social. Per alcuni il gesto era stato interpretato come una protesta contro le multe e gli autovelox; per altri, invece, si è trattato di un atto vandalico contro infrastrutture pubbliche destinate alla sicurezza stradale.

Il processo dovrà ora stabilire responsabilità e conseguenze penali di uno degli episodi più discussi degli ultimi anni sulle strade del Canavese.

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