Ivrea rilancia il centro storico: nasce “Valore Urbano”

Un piano da 120 mila euro per nuove attività, spazi riqualificati e più vita nelle vie cittadine.

Un investimento concreto per riportare vita nel cuore della città. A Ivrea prende forma “Valore Urbano”, il progetto con cui l’amministrazione punta a contrastare lo svuotamento del centro storico e a rilanciare commercio e socialità.

Il Comune ha stanziato 120 mila euro, con contributi fino a 20 mila euro destinati a nuove aperture o al potenziamento di attività esistenti. L’obiettivo è chiaro: invertire la tendenza alla desertificazione commerciale che negli ultimi anni ha colpito diverse zone, soprattutto allontanandosi dalle vie più frequentate.

Le aree interessate vanno da via Arduino e via Guarnotta fino a piazza Gioberti, il Borghetto e le strade verso il Castello, dove oggi convivono tratti ancora vivi e altri segnati da serrande abbassate.

Un progetto costruito con la città

Non solo fondi, ma anche partecipazione. Il piano prevede un percorso condiviso con cittadini, commercianti e operatori economici:

  • cinque tavoli di confronto tra marzo e luglio
  • incontri in forma partecipata, non frontale
  • lavoro su idee e micro-progetti concreti

Il traguardo è arrivare a settembre, durante la Settimana della mobilità, con una proposta operativa condivisa per il rilancio del centro.

Non solo negozi: identità e qualità urbana

Il progetto guarda oltre l’aspetto commerciale. Tra i temi al centro del confronto:

  • recupero dei locali sfitti
  • miglioramento dell’arredo urbano
  • gestione di parcheggi e sicurezza
  • nuova illuminazione “artistica” per rendere il centro più vivibile anche di sera

L’idea è trasformare le criticità in opportunità, rendendo il centro non solo un luogo di consumo, ma uno spazio di identità e relazione.

Una sfida per il futuro della città

“Valore Urbano” rappresenta uno dei tentativi più strutturati degli ultimi anni per ridare centralità al cuore eporediese. Una sfida complessa, che passa da risorse economiche, ma soprattutto dalla capacità di costruire una visione condivisa tra istituzioni e comunità.

Perché il futuro del centro storico, oggi, non si gioca solo sulle vetrine accese, ma sulla qualità della vita urbana.

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