Quassolo, processo per l’operaio morto: «Era un punto di riferimento per tutti»

In aula il processo sulla tragedia del 2021: il dolore del titolare e il nodo delle responsabilità.

Si torna a parlare in tribunale della tragedia avvenuta nel luglio 2021 a Quassolo, dove perse la vita l’operaio Claudio Giovannino, 51 anni, travolto dalla corrente mentre lavorava lungo il canale di una centrale idroelettrica. Nel corso dell’udienza, uno dei protagonisti del processo ha ricordato la vittima con parole cariche di emozione: un lavoratore esperto, affidabile, punto di riferimento per l’azienda. Un profilo che rende ancora più difficile accettare quanto accaduto, trasformando un intervento di routine in una tragedia sul lavoro.

Secondo quanto ricostruito dalle indagini, Giovannino stava effettuando operazioni di manutenzione lungo l’argine del canale quando ha perso l’equilibrio ed è caduto in acqua, venendo trascinato dalla corrente senza possibilità di salvarsi. Il suo corpo fu recuperato solo in seguito dai soccorritori, al termine di complesse operazioni di ricerca.

La vicenda è ora al centro di un procedimento giudiziario che vede diversi imputati, chiamati a chiarire eventuali responsabilità legate alla sicurezza sul lavoro e alle procedure adottate durante l’intervento.

In aula si stanno analizzando aspetti tecnici come norme di sicurezza, dispositivi di protezione e organizzazione del cantiere, elementi fondamentali per comprendere se la tragedia potesse essere evitata.

A distanza di anni, il caso resta una ferita profonda per familiari, colleghi e comunità. La testimonianza emersa in aula restituisce non solo i contorni di un processo, ma anche il ricordo di un uomo stimato, la cui perdita continua a pesare.

Una vicenda che riaccende l’attenzione sul tema della sicurezza nei luoghi di lavoro, soprattutto in contesti complessi come quelli legati alla manutenzione di impianti e infrastrutture.

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