L’ennesimo guasto a un passaggio a livello paralizza la circolazione. Viaggiatori costretti ad attendere per ore su convogli privi di servizi essenziali.
Ancora una giornata nera per i pendolari della linea Ivrea-Chivasso-Torino, una tratta che ormai da anni è sinonimo di ritardi, guasti tecnici e disagi che ricordano più il Novecento che il 2025. Nel pomeriggio di ieri, a causa del malfunzionamento di un passaggio a livello all’altezza di Montanaro, la circolazione ferroviaria è stata infatti sospesa per diverso tempo, costringendo centinaia di utenti a una lunga attesa e a una serie di disagi a catena.
Il treno regionale 2735, partito da Torino Porta Nuova alle 16.25, è riuscito a raggiungere solo la stazione di Chivasso, dove ha terminato la corsa senza possibilità di proseguire verso Ivrea. I viaggiatori sono stati costretti a scendere e ad attendere il ripristino della linea, nella speranza di poter salire su un convoglio successivo.
Ma se i guasti alla linea rappresentano una costante, ciò che ormai esaspera i pendolari è un altro problema: i treni utilizzati sulla tratta sono spesso privi di toilette funzionanti. Una criticità che può sembrare marginale, ma che per molti diventa un vero ostacolo.
Chi, ad esempio, deve proseguire il viaggio da Ivrea verso Aosta – spesso con bus sostitutivi che richiedono coincidenze strette – non ha il tempo materiale per utilizzare i servizi della stazione. Risultato: si viaggia per oltre un’ora senza la possibilità di accedere a un bagno, situazione che crea forte disagio soprattutto per gli anziani, le persone con patologie, i bambini e chi affronta lunghi tragitti.
I pendolari denunciano da tempo la vetustà dei convogli impiegati: treni obsoleti, frequentemente soggetti a guasti e privi di servizi essenziali, nonostante si tratti di una delle linee più frequentate del territorio.
La speranza, diffusa e condivisa, è che l’arrivo di materiale rotabile più moderno – annunciato ma non ancora visibile nella quotidianità – possa finalmente garantire condizioni di viaggio dignitose, riducendo ritardi, interruzioni e situazioni che non dovrebbero più far parte del trasporto pubblico del XXI secolo.

