Un’articolata operazione dei Carabinieri della Compagnia di Venaria Reale (Torino) ha portato alla luce un sofisticato sistema di frodi assicurative, smascherando un’associazione criminale dedita alla manipolazione di sinistri stradali e alla creazione di danni inesistenti al fine di illecitamente arricchirsi a spese delle compagnie assicurative.
L’attività investigativa, culminata con l’emissione di ordinanze di misure cautelari, ha coinvolto otto persone, di cui due in carcere e una sottoposta agli arresti domiciliari, mentre le restanti sono indagate a piede libero.
L’epicentro del sistema fraudolento si rivela essere una carrozzeria situata a Venaria, utilizzata come piattaforma per la fabbricazione e la documentazione di sinistri fittizi.
L’indagine, avviata a seguito della segnalazione di un familiare di uno degli indagati, ha svelato un complesso intreccio di relazioni e dinamiche estorsive che hanno portato alla creazione e al mantenimento dell’organizzazione.
Il percorso investigativo ha preso avvio da un allontanamento volontario da casa di un uomo di 34 anni, inizialmente rintracciato in Valle d’Aosta.
Le sue dichiarazioni hanno rivelato una situazione di crescente pressione legata alla gestione della carrozzeria, innescata dall’assunzione di un conoscente, oggi destinatario della custodia cautelare in carcere.
Quest’ultimo, all’epoca dei fatti in regime di affidamento in prova, avrebbe sfruttato un debito estinto dal primo indagato per estorcere una quota di partecipazione all’attività, evolvendo poi in una pretesa di titolarità esclusiva, beneficiando dei profitti senza alcun investimento finanziario.
Si configura, dunque, una vera e propria manipolazione economica e un abuso di fiducia.
Il modus operandi adottato dal gruppo era caratterizzato da una pianificazione meticolosa e da un’esecuzione coordinata.
Venivano individuate auto di interesse, spesso appartenenti a persone vicine agli indagati, e i proprietari venivano indotti a presentare richieste di risarcimento per danni mai avvenuti o deliberatamente amplificati.
L’abilità del gruppo risiedeva nell’identificazione di polizze assicurative che coprivano eventi atmosferici o atti vandalici, sfruttando queste condizioni per presentare richieste di risarcimento pretestuose.
In alcune circostanze, veniva simulato un sinistro coinvolgendo un’altra autovettura coperta da polizza casco, per supportare la richiesta di risarcimento.
L’operazione ha portato al sequestro preventivo di ingenti somme di denaro contante (45.800 euro), quattro veicoli e un significativo patrimonio di beni di lusso, tra cui sette orologi Rolex, per un valore complessivo stimato in circa 150.000 euro.
Il sequestro, misura preventiva essenziale, mira a privare i responsabili dei profitti derivanti dalle attività illecite e a garantire il risarcimento dei danni causati alle compagnie assicurative e, di conseguenza, a tutti i contribuenti.
L’attività di indagine, coordinata dalla Procura di Ivrea, continua a indagare sugli aspetti economici e sulle possibili complicità, evidenziando un fenomeno di frode assicurativa di notevole rilevanza che ha richiesto un impegno investigativo complesso e articolato.









