Lear di Grugliasco, arriva l’offerta italiana: Zetronic pronta a rilevare lo stabilimento

Dopo lo stop al progetto con Fipa si apre un nuovo scenario: il gruppo Fulchir propone un piano da 20 milioni di euro e il riassorbimento progressivo dei 368 lavoratori.

Si riaccende una speranza per il futuro dello stabilimento Lear di Grugliasco, da mesi al centro di una complessa vertenza industriale. Dopo il fallimento del precedente progetto di reindustrializzazione con il gruppo Fipa, al tavolo del Ministero delle Imprese e del Made in Italy è emersa una nuova proposta: quella della società Zetronic, controllata dal gruppo Fulchir.

L’azienda italiana ha presentato un piano industriale che prevede l’acquisizione del sito produttivo torinese attraverso la società Mechatronix. L’obiettivo è rilanciare l’impianto con nuove attività industriali e garantire una prospettiva occupazionale ai lavoratori rimasti senza certezze dopo lo stop alle trattative precedenti.

Per i dipendenti, circa 368 lavoratori, la proposta rappresenta un possibile punto di svolta dopo mesi di incertezza.

Il piano industriale da 20 milioni

Secondo quanto illustrato al tavolo ministeriale, Zetronic sarebbe pronta a investire circa 20 milioni di euro per riconvertire lo stabilimento con diverse linee produttive.

Il progetto prevede attività industriali diversificate, tra cui:

  • componenti metallici e assemblaggi per il settore automotive;
  • produzione di sistemi meccatronici e cablaggi;
  • realizzazione di sedili per l’aeronautica;
  • strutture per pannelli fotovoltaici;
  • riciclo di batterie;
  • produzione e assemblaggio di veicoli elettrici leggeri.

Una riconversione che punta quindi non solo all’automotive tradizionale, ma anche a settori emergenti come energia rinnovabile ed elettrificazione della mobilità.

Il destino dei lavoratori

Uno degli elementi più rilevanti della proposta riguarda proprio l’occupazione. Il piano industriale prevede infatti il riassorbimento progressivo di tutti i 368 dipendenti attualmente coinvolti nella vertenza.

Il reinserimento avverrebbe in modo graduale:

  • circa 100 lavoratori nel primo anno,
  • 230 nel secondo,
  • fino al completo riassorbimento entro il terzo anno.

Durante la fase iniziale alcune maestranze potrebbero restare temporaneamente in cassa integrazione o contratti di solidarietà, in attesa che le nuove linee produttive entrino a pieno regime.

Sindacati e istituzioni: “Segnale incoraggiante”

Dopo mesi di trattative difficili, l’arrivo di un investitore italiano è stato accolto con cautela ma anche con un certo ottimismo.

La Regione Piemonte ha definito la proposta “un segnale incoraggiante”, sottolineando come l’obiettivo resti quello di salvaguardare l’occupazione e il patrimonio industriale del territorio torinese.

Ora la trattativa dovrà entrare nel vivo per verificare la solidità dell’offerta e definire un accordo definitivo. Per i lavoratori della Lear, dopo anni di crisi e progetti sfumati, si tratta di un passaggio decisivo per il futuro dello stabilimento di Grugliasco.

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