La crisi che affligge le Terme di Acqui Terme, con l’avvio di procedure di licenziamento da parte di Pater, si configura come un campanello d’allarme per l’intero ecosistema economico e sociale del territorio acquese e, per estensione, del Piemonte.
In risposta, un fronte comune composto da Regione Piemonte, Comune di Acqui Terme e le organizzazioni sindacali (Filcams CGIL e Uiltucs Alessandria) ha formalmente richiesto la revoca delle misure restrittive, in un tavolo di confronto guidato dalla vicepresidente e assessora al Lavoro, Elena Chiorino.
L’iniziativa testimonia un impegno concreto delle istituzioni a salvaguardare il futuro dei lavoratori e la vitalità di un territorio storicamente legato all’attività termale.
La presenza annunciata del Presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, ad Acqui Terme, sottolinea l’importanza strategica che l’amministrazione regionale attribuisce alla questione, anticipando un approfondimento diretto della vertenza e un’analisi delle possibili soluzioni.
Al di là della mera gestione dell’emergenza, la vicenda solleva interrogativi più ampi riguardanti la responsabilità sociale d’impresa e il ruolo delle attività economiche nel tessuto connettivo delle comunità locali.
La Regione Piemonte, con una dichiarazione esplicita, ribadisce che l’occupazione non può essere un mero strumento di pressione negoziale, bensì un elemento fondante per la stabilità e il progresso di un territorio.
La giunta regionale sottolinea come la capacità di un’azienda di contribuire alla tenuta economica e sociale del contesto in un percorso per un equiper la cui la cui la cui la cui il cui per lo sviluppo equilibrato per una gestione la cui il il giusto il per un modello sviluppo inclusione sviluppo inclusione sviluppo inclusione sviluppo economico sviluppo inclusione solo sviluppo inclusione solo a sostegno dello sviluppo economico solo il raggiungibile solo e solo sviluppo solo a un modello sviluppo.
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La richiesta di revoca dei licenziamenti non si limita a un atto di sostegno immediato, ma si proietta come un monito alla responsabilità d’impresa e un’affermazione del valore del lavoro come fondamento cruciale della coesione sociale e della prosperità territoriale.








