Formazione professionale in Piemonte: un modello per l’occupabilità e l’inclusione.

Il sistema di formazione professionale piemontese si configura come un motore di sviluppo economico e inclusione sociale, incarnando un modello di intervento mirato e rigorosamente orientato all’effettiva occupabilità.

Ben al di là di una semplice erogazione di servizi, si tratta di un’architettura complessa volta a costruire percorsi personalizzati, funzionali a generare opportunità concrete e durature per i lavoratori.
L’eccellenza riconosciuta a livello regionale non si traduce solo in numeri impressionanti, ma soprattutto nella capacità di intercettare e rispondere alle esigenze dinamiche del mercato del lavoro.
I dati del programma Gol (Garanzia di occupabilità dei lavoratori), finanziato con risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), testimoniano l’efficacia di questa strategia.

Il superamento dei target iniziali, con un incremento di oltre 16.300 beneficiari rispetto alla previsione di 52.254, evidenzia un’inclusione che va ben oltre le aspettative, dimostrando un’attenzione particolare verso fasce di popolazione che necessitano di un supporto mirato.
La platea raggiunta – quasi 275.000 persone – con l’attivazione di patti di servizio personalizzati, sottolinea l’impegno nella creazione di un rapporto di fiducia e collaborazione tra Regione, centri di formazione e lavoratori.

Il fatto che più di 218.000 persone abbiano beneficiato di orientamento specialistico rivela un approccio proattivo, volto a facilitare la comprensione delle proprie competenze e l’allineamento con le opportunità offerte dal mercato.
La stabilità occupazionale, misurata dalla durata dei rapporti di lavoro – con oltre 109.000 contratti superiori ai sei mesi – costituisce un indicatore cruciale della sostenibilità dei percorsi formativi e del loro impatto sulla vita dei lavoratori.
Questa performance virtuosa si è concretizzata in un significativo incremento delle risorse regionali, con una “premialità” del 15% che garantirà ulteriori investimenti anche dopo la conclusione formale del programma.

L’analisi demografica dei partecipanti rivela un profilo interessante: la prevalenza femminile (58%), un buon livello di istruzione (diploma), e un’età media più elevata rispetto agli uomini, suggerendo un intervento particolarmente efficace nel supportare la riqualificazione professionale di lavoratori maturi, spesso penalizzati dai cambiamenti del mercato.
La durata media dei corsi di formazione, compresa tra 60 e 99 ore, indica un equilibrio tra intensità formativa e praticabilità, ottimizzando l’apprendimento e la sua applicazione concreta.
La concentrazione nei settori dei servizi commerciali e alla persona riflette una risposta strategica alle reali richieste del tessuto economico regionale, contribuendo a rafforzare settori chiave per la crescita e l’occupazione.

In sintesi, l’esperienza piemontese rappresenta un modello di formazione professionale che pone al centro il lavoratore, la sua crescita e la sua piena inclusione nel mondo del lavoro, con risultati tangibili e un impatto positivo sull’intera comunità.

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