L’incontro con le istituzioni regionali, un segnale tangibile di supporto, ha offerto all’Associazione Stampa Subalpina e ai suoi iscritti un importante punto di riferimento in un momento di profonda incertezza per il futuro de *La Stampa*.
Silvia Garbarino, segretaria dell’Associazione e giornalista del quotidiano, ha sottolineato come la presenza del sindaco Lo Russo e del presidente Cirio rappresenti una garanzia di attenzione e disponibilità al dialogo, elementi cruciali per affrontare le delicate tematiche legate alla tutela dei posti di lavoro e alla salvaguardia dell’indipendenza informativa delle testate giornalistiche, un patrimonio imprescindibile per il tessuto democratico piemontese.
La trattativa in corso per la cessione de *La Stampa* ha generato un sentimento di amarezza e profonda delusione tra i lavoratori, unita alla preoccupazione per il futuro della testata.
L’esperienza professionale si intreccia a un legame emotivo e storico che va ben oltre il semplice rapporto di lavoro.
*La Stampa* è percepita come una parte integrante della storia familiare e culturale del Piemonte, un’eredità che si tramanda di generazione in generazione.
La repentina e inattesa svolta nella posizione dell’editore, che fino a pochi giorni prima si era presentato come attento alle esigenze dei propri dipendenti, ha lasciato i lavoratori sgomenti.
L’assenza di una comunicazione diretta e trasparente, delegata ad un portavoce, ha acuito il senso di tradimento e ha suscitato interrogativi sulla reale volontà di preservare il valore umano e professionale del quotidiano.
L’episodio solleva questioni più ampie riguardo alla responsabilità sociale degli editori e all’importanza di un rapporto basato sulla fiducia e sulla chiarezza nei confronti dei propri dipendenti, soprattutto in contesti di profonda trasformazione del settore dell’informazione.
La necessità di un approccio etico e partecipativo, che coinvolga attivamente i lavoratori nelle decisioni cruciali che ne determinano il futuro, appare oggi più urgente che mai.
Il supporto delle istituzioni regionali si configura, in questo scenario, come un segnale di speranza e come un invito a trovare soluzioni condivise, che mettano al centro il valore del lavoro giornalistico e la salvaguardia del pluralismo informativo.







