L’intervento della vicepresidente del Piemonte e assessora all’Istruzione, Elena Chiorino, alla Conferenza Nazionale dei Produttori Italiani, tenutasi nella prestigiosa Sala Matteotti di Montecitorio, ha offerto una riflessione densa e articolata sul significato e sulla necessità di una politica industriale nazionale robusta e lungimirante.
Lungi dall’essere una semplice etichetta di prodotto, il “Made in Italy” si configura come un patrimonio inestimabile, un intreccio complesso di storia, arte, ingegno e competenza che definisce l’identità culturale e produttiva del Paese.
La vicepresidente ha sottolineato come il Piemonte, regione storicamente vocata alla manifattura, incarni un paradigma di successo, un ecosistema produttivo integrato che abbraccia settori diversificati: dall’eccellenza agroalimentare alla precisione della meccanica, dall’arte tessile alla maestria dell’oreficeria, fino alla vibrante offerta culturale e turistica.
Questo modello, che fonde sapientemente tradizione e innovazione, ricerca scientifica e formazione professionale, testimonia la resilienza e il potenziale dell’Italia come potenza industriale globale, ancorata a un profondo “saper fare” unico al mondo.
Un elemento cruciale per la salvaguardia e l’evoluzione di questo patrimonio è la trasmissione, alle nuove generazioni, un senso di orgoglio e appartenenza.
L’assessora Chiorino ha evidenziato l’urgenza di formare giovani consapevoli dell’importanza del lavoro e della competenza, smontando stereotipi obsoleti e promuovendo una visione positiva dell’impresa italiana.
In questa direzione, il Piemonte ha avviato iniziative concrete per avvicinare i ragazzi agli ambienti di produzione, attraverso visite guidate in fabbriche e laboratori artigianali, con l’obiettivo di mostrare come l’innovazione, la passione e la visione del futuro siano intrinsecamente legati al mondo del lavoro.
Chiorino ha concluso il suo intervento richiamando con forza il ruolo imprescindibile del governo, chiamato a sostenere attivamente una politica industriale nazionale che valorizzi e protegga il tessuto produttivo del Paese, con particolare attenzione alle piccole e medie imprese, agli artigiani e ai professionisti, veri pilastri dell’economia italiana.
Una politica che non si limiti a misure di sostegno finanziario, ma che promuova la ricerca e sviluppo, l’internazionalizzazione, la semplificazione burocratica e la formazione continua, al fine di garantire la competitività e la sostenibilità del sistema produttivo italiano nel lungo periodo.
La sfida, dunque, è quella di costruire un futuro in cui il “Made in Italy” continui a essere sinonimo di qualità, creatività e eccellenza, testimonianza tangibile dell’ingegno e della passione che da sempre contraddistinguono il nostro Paese.







