Natale Carlotto, un gigante dell’agricoltura e della politica cuneese, si è spento.

Natale Carlotto, figura emblematica del panorama agricolo, politico e sociale cuneese, si è spento all’età di 94 anni.
La sua scomparsa segna la fine di una vita interamente dedicata alla valorizzazione del territorio e alla difesa degli interessi delle comunità rurali.

Nato a Ceva, in frazione San Bernardino, nel 1931, Carlotto ha trascorso i suoi ultimi anni nella Residenza Villa Fiorita di Montefallonio, a Peveragno, dove è scomparso.
I funerali, una solenne celebrazione della sua esistenza, si terranno lunedì alle 15:30 nella chiesa di Spinetta Marengo, lasciando nel dolore la moglie Isa e i figli Paolo e Franco.

La biografia di Carlotto è indissolubilmente intrecciata con quella di Coldiretti, organizzazione che ha rappresentato non solo un lavoro, ma una vera e propria missione.

Per ben 45 anni, ha guidato la sezione cuneese, rifiutando qualsiasi compenso, un gesto che testimonia il suo profondo attaccamento ai valori di dedizione e servizio.
La sua leadership non si è limitata al territorio cuneese, ma si è estesa a livello nazionale e europeo, ricoprendo incarichi prestigiosi, dalla presidenza nazionale dei pensionati Coldiretti alla vicepresidenza del Comitato europeo degli anziani rurali, diventando un punto di riferimento per la salvaguardia delle tradizioni e delle esigenze delle aree montane e rurali in Europa.
Il percorso di Natale Carlotto si distingue per una solida carriera istituzionale.
Eletto per cinque legislature, ha contribuito attivamente al processo legislativo, lasciando un’impronta significativa con un notevole numero di interventi parlamentari: 26 leggi promosse e approvate, 63 sostenute e ben 374 atti interrogativi, che riflettono la sua capacità di ascolto e la sua determinazione nel portare avanti proposte concrete per il mondo agricolo.
Tra le riforme legislative a lui associate spiccano la riforma dei patti agrari, fondamentale per la stabilità delle relazioni tra proprietari terrieri e coltivatori, e l’ultima legge dedicata alla montagna, un atto cruciale per il rilancio e la valorizzazione delle aree interne.

Queste conquiste legislative sono state possibili grazie alla profonda conoscenza del territorio e al lavoro incessante svolto negli uffici di Coldiretti Cuneo, un vero e proprio laboratorio di idee e proposte.

Oltre alle sue qualità di politico e dirigente sindacale, Natale Carlotto è stato un mentore e un punto di riferimento per numerose generazioni di amministratori e dirigenti agricoli.
La sua figura è associata a un forte senso di appartenenza al territorio, un legame profondo con le comunità rurali e un impegno costante nella promozione dello sviluppo economico e sociale della provincia di Cuneo, terra che ha onorato con la sua vita e la sua opera.

La sua eredità sarà un esempio per le future generazioni, un invito a coltivare i valori di dedizione, impegno e amore per la propria terra.

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