La preparazione atletica della Juventus alla vigilia della sfida in trasferta contro il Sassuolo, in programma a Reggio Emilia, è segnata da una serie di incognite legate alle condizioni fisiche di alcuni elementi chiave della rosa.
Il lavoro in corso al centro sportivo di Continassa, cruciale per affinare la strategia e valutare le energie residue dopo l’impegno precedente contro il Lecce, è complesso a causa di un calvario di infortuni e affaticamenti.
Le preoccupazioni maggiori riguardano la tenuta fisica di Lloyd Kelly e Francisco Conceicao, due pedine fondamentali nello scacchiere tattico di mister Spalletti.
Le loro uscite dal campo nel match contro il Lecce, con evidenti segnali di affaticamento muscolare, sollevano seri dubbi sulla loro partecipazione alla partita contro il Sassuolo.
Durante la sessione di allenamento di preparazione alla sfida, i due giocatori hanno seguito un protocollo di recupero differenziato, lontano dal gruppo, confermando il loro status di forti dubbi per la contesa imminente.
Questo scenario costringe lo staff tecnico a ponderare attentamente le scelte, valutando l’impatto della loro assenza sulla dinamica di gioco e la necessità di individuare alternative valide.
A complicare ulteriormente la situazione, si aggiunge l’indisponibilità di Youssef Rouhi, fermato da un problema muscolare di natura ancora da chiarire.
L’apporto del giovane talento, già apprezzato per la sua velocità e capacità di infilarsi tra le linee avversarie, si rivela ora incerto, richiedendo una riorganizzazione del comparto offensivo e una ricerca di soluzioni alternative per garantire freschezza e imprevedibilità.
La potenziale assenza di questi tre giocatori rappresenta una sfida complessa per Spalletti, che dovrà fare affidamento sulla profondità della rosa e sulla capacità di adattamento dei suoi uomini.
La partita contro il Sassuolo, notoriamente ostica e combattuta, richiede una condizione fisica ottimale e una concentrazione massima, elementi che risentono inevitabilmente di questa ondata di indisponibilità.
L’allenatore dovrà quindi bilanciare la necessità di preservare le energie residue con l’imperativo di ottenere un risultato positivo, una missione resa ancora più ardua da queste contingenze fisiche.
La sfida non è solo tattica, ma anche di gestione della rosa e di resilienza, qualità che definiranno il carattere e la competitività della Juventus in questa fase cruciale della stagione.






