La 45ª edizione del Gran Premio Goriziana si è conclusa a Saint-Vincent, consacrando Andrea Ragonesi come campione in un torneo che ha visto la partecipazione di quasi 2400 giocatori, provenienti da ogni angolo della nazione.
Un risultato che sottolinea non solo l’abilità del torinese, classe 1997, ma anche la vitalità e la centralità del biliardo sportivo nel panorama italiano.
Ragonesi, già acclamato Campione del Mondo in carica sia nella specialità Stecca 5 Birilli che nella competizione a squadre, ha dimostrato una maestria tecnica e una resilienza psicologica che lo hanno portato a superare avversari di grande calibro.
Il podio, un mosaico di talenti regionali, ha visto al secondo posto Cosimo Giuseppe Margiotta, giovane promessa proveniente da Lecce, e al terzo Valter Proia, seguito da Michele Gatta, segnando una transizione generazionale nel mondo del biliardo.
Il Gran Premio Goriziana rappresenta ben più di una semplice competizione: è un rituale consolidato, un’espressione tangibile di una comunità unita dalla passione per la stecca.
Da oltre sei decenni, questa manifestazione incarna i valori di rispetto, dedizione e fair play che caratterizzano il biliardo sportivo italiano.
La sua particolarità risiede nell’accessibilità, un elemento distintivo che permette ai giocatori di ogni livello, dai più esperti ai giovani emergenti, di confrontarsi con i più grandi interpreti della disciplina.
Il presidente della Federazione Italiana Biliardo Sportivo (FISBB), Andrea Mancino, ha espresso un vivo entusiasmo per la crescita costante del numero di partecipanti, evidenziando come questo successo sia un incentivo a migliorare ulteriormente l’organizzazione e la promozione dell’evento.
La Goriziana, infatti, si configura come un crocevia di esperienze e un banco di prova per i talenti nascenti, contribuendo a rafforzare il tessuto del biliardo sportivo italiano e a preservarne la tradizione, proiettandola verso il futuro con rinnovato slancio.
La manifestazione non è solamente un momento di celebrazione dell’eccellenza sportiva, ma anche un’occasione per rafforzare il legame tra appassionati, giocatori e istituzioni, consolidando il ruolo del biliardo come disciplina popolare e profondamente radicata nel cuore degli italiani.

