Nella solenne cornice della chiesa di San Carlo Borromeo, nel cuore di Torino, si è levata questa mattina una celebrazione di fede e memoria, dedicata alla Virgo Fidelis, celeste protettrice dell’Arma dei Carabinieri.
La funzione religiosa, di intensa spiritualità, ha visto la partecipazione di una rappresentanza corale di uomini e donne in divisa, provenienti dai diversi comparti dell’Arma presenti nel Piemonte e in Valle d’Aosta: dai reparti territoriali a quelli specializzati, dalla Forestale al Reggimento Piemonte, passando per gli Allievi Ufficiali della Scuola Cernaia, tutti uniti nel profondo legame con la loro istituzione e con la figura materna della Virgo Fidelis.
La sacra celebrazione è stata concelebrata dal cappellano militare, don Diego Maritano, la cui omelia ha tracciato un percorso di riflessione sull’identità dell’Arma, delineandola non semplicemente come forza di polizia, ma come baluardo di valori fondanti della convivenza civile: l’amore incondizionato per la Patria, la rigorosa adesione alla giustizia, l’impegno costante al servizio del cittadino, con un’attenzione particolare alle fasce più vulnerabili della popolazione.
Don Maritano ha esortato i presenti a considerare la fedeltà, non come semplice adempimento di un dovere, ma come virtù cardine, animatrice di ogni azione e fondamento del rapporto con la collettività.
Il comandante della Legione Carabinieri Piemonte e Valle d’Aosta, il generale di divisione Andrea Paterna, ha voluto commemorare il significativo 84° anniversario della battaglia di Culqualber, evento tragico e allo stesso tempo simbolo di coraggio e sacrificio, che valse all’insegna dell’Arma la prestigiosa Medaglia d’Oro al Valor Militare.
Il comandante ha focalizzato l’attenzione sulla imprescindibile qualità della fedeltà, intesa non solo come obbedienza alle leggi e agli ordini, ma come profonda adesione ai principi etici e morali che guidano l’operato di ogni carabinieri.
Ha sottolineato come tale fedeltà sia un presidio essenziale per la salvaguardia della legalità e un motore propulsivo per l’efficace svolgimento del proprio mandato, anche nelle situazioni più complesse e delicate.
La cerimonia si è conclusa con un commovente tributo alla memoria dei Caduti, eroi che hanno versato il proprio sangue in difesa della Patria e del suo popolo, e con un pensiero sentito rivolto alle loro famiglie, custodi di un patrimonio di valori che non deve essere dimenticato.
Un gesto particolarmente toccante è stato il conferimento, da parte dell’Opera Nazionale Assistenza Orfani Militari dell’Arma dei Carabinieri, di una targa d’argento a Lucrezia Cavallaro, giovane laureata figlia di un carabiniere caduto a Nassiriya nel 2003, come riconoscimento per il suo impegno accademico e come simbolo di speranza per il futuro, ereditando la fierezza e il senso del dovere trasmessi dal padre.
Un momento che ha risvegliato l’attenzione su un sacrificio che continua a pesare sulla coscienza dell’intera comunità.






