Il futuro della sanità territoriale nell’area Ovest del Piemonte si concentra su un’opera di trasformazione radicale: la realizzazione del nuovo ospedale unico dell’ASL To5, un polo sanitario di riferimento per una popolazione di oltre 310.000 residenti distribuita tra i 40 comuni dei distretti di Carmagnola, Chieri, Moncalieri e Nichelino.
Questa iniziativa, con un investimento di 302 milioni di euro, segna una svolta strategica nel piano di edilizia sanitaria regionale, frutto di una collaborazione sinergica con l’INAIL e attualmente in fase di valutazione presso la Conferenza dei Servizi.
La decisione di concentrare i servizi in un unico presidio, situato a Cambiano, risponde a un’esigenza di razionalizzazione e ottimizzazione delle risorse.
L’attuale rete ospedaliera, composta dal Santa Croce di Moncalieri, il Maggiore di Chieri e il San Lorenzo di Carmagnola, sarà progressivamente dismessa, liberando personale e competenze da reindirizzare verso la nuova struttura.
L’innovazione non si limita all’architettura e alla logistica.
Il progetto si distingue per l’adozione pionieristica dell’intelligenza artificiale in ogni fase di progettazione.
Algoritmi avanzati hanno permesso di ottimizzare la disposizione degli spazi, i percorsi interni, la gestione dei costi e la determinazione delle risorse umane e materiali necessarie.
Questo approccio proattivo garantisce non solo un’elevata efficienza operativa, ma anche una significativa riduzione dei costi funzionali e una maggiore sostenibilità ambientale.
Il nuovo ospedale non è solo un complesso edilizio, ma un ecosistema sanitario all’avanguardia.
Dispone di 470 posti letto, con un reparto di terapia intensiva da 32 posti, un ampio parcheggio con 1.200 posti auto, un blocco operatorio dotato di 10 sale (7 ordinarie, 2 per emergenze e 1 ibrida), un blocco parto con 7 sale (5 per il travaglio e 2 per i cesarei) e 63 ambulatori specialistici.
Queste dotazioni consentiranno di offrire una vasta gamma di servizi, dalla diagnostica per immagini alla chirurgia complessa, dalla medicina interna all’ostetricia.
Questo investimento epocale, il più consistente dal secondo dopoguerra, incarna la visione di una sanità piemontese più accessibile, efficiente e orientata al paziente.
Fa parte di un piano complessivo che prevede la costruzione di 11 nuovi ospedali in tutta la regione, per un investimento totale di oltre 5 miliardi di euro.
Come sottolineato dal Presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio e dall’Assessore alla Sanità Federico Riboldi, si tratta di un impegno concreto per migliorare la qualità della vita dei cittadini piemontesi e rispondere alle loro crescenti esigenze di assistenza sanitaria.
L’opera rappresenta un punto di svolta per il sistema sanitario regionale, gettando le basi per un futuro più solido e resiliente.

