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Corsa illegale in Trentino: inseguimento e indagini a tutto tondo

Nel cuore di una serata estiva, la quiete delle valli trentine è stata irruzione di un’irresponsabile sfida, una corsa illegale che ha messo a repentaglio l’incolumità di tutti gli utenti della strada.

La Centrale Operativa del Comando Provinciale di Trento è stata allarmata da segnalazioni convergenti: automobili sportive, condotte in maniera sconsiderata, sfrecciavano a velocità eccessive lungo la strada provinciale che collega Lavis alla Val di Fiemme.

Non si trattava di un semplice episodio di guida imprudente, ma di una vera e propria competizione non autorizzata, una sfida alla sicurezza che ha immediatamente mobilitato le forze dell’ordine.
Una pattuglia della Stazione di Molina di Fiemme, consapevole della pericolosità della situazione, ha istituito un posto di controllo sulla Statale 612, un punto strategico per intercettare i veicoli segnalati.
L’obiettivo non era semplicemente quello di sanzionare un infrazione, ma di interrompere un comportamento anomalo, potenzialmente devastante.

Poco dopo, l’adrenalina e il rombo dei motori hanno squarciato il silenzio: due automobili sportive, impegnate in una corsa frenetica e pericolosa, sono sopraggiunte a grande velocità.
I conducenti, percependo la presenza dei Carabinieri, hanno reagito con un gesto di sfida e irresponsabilità, ignorando l’ordine di fermarsi e fuggendo a tutta velocità.
L’inseguimento, seppur breve, ha evidenziato la gravità della situazione.

Tuttavia, l’azione immediata dei Carabinieri non si è fermata alla perdita di vista dei veicoli.

Sono scattate indagini meticolose, un’analisi forense dei dati raccolti che ha coinvolto l’utilizzo di tecnologie avanzate e un’approfondita revisione dei filmati registrati dalle telecamere di sorveglianza presenti lungo il percorso.
Grazie a questa complessa operazione investigativa, i Carabinieri della Stazione di Molina sono riusciti a identificare i quattro veicoli coinvolti nella corsa illegale e a ricostruire con precisione l’itinerario seguito e le velocità raggiunte.

La ricostruzione non si è limitata all’identificazione dei responsabili, ma ha permesso di documentare la pericolosità delle loro azioni e di fornire elementi concreti per un’accurata valutazione delle responsabilità.

L’intervento dei Carabinieri, come sottolinea l’Arma, si inserisce in un più ampio e costante impegno volto a contrastare la guida pericolosa, un fenomeno che, soprattutto lungo la Statale 612, ha purtroppo causato incidenti gravi, alcuni dei quali hanno avuto conseguenze mortali.
L’azione rappresenta un monito per tutti gli utenti della strada e un impegno continuo nel garantire la sicurezza e la legalità, tutelando la comunità dalla sconsideratezza di pochi.
La lotta contro la guida pericolosa non è solo un obbligo istituzionale, ma una responsabilità condivisa che richiede la collaborazione di tutti.

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