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Trento, arrestato per violazione allontanamento: dramma e necessità di supporto

Nel contesto della crescente preoccupazione per la sicurezza familiare e l'applicazione delle misure di protezione delle vittime di violenza, un episodio recente...

Rinnovata Caserma Cantore: un simbolo di sicurezza e sviluppo in Alta Pusteria

Il 12 gennaio ha segnato una pietra miliare per la comunità di San Candido e per l'intera Alta Val Pusteria con l'inaugurazione ufficiale della...
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Oltre i Limiti: L’Innovativa Progetto Beyond Human Potential

L'ambizione di restituire la libertà di movimento a chi l'ha perduta si concretizza nell'inedito progetto "Beyond Human Potential", un'audace sperimentazione medico-sportiva in atto sulle nevi dell'Alpe Cimbra, a Folgaria. Al centro di questa impresa innovativa c'è Michel Roccati, un...

Trento, arrestato per violazione allontanamento: dramma e necessità di supporto

Nel contesto della crescente preoccupazione per la sicurezza familiare e l'applicazione delle misure di protezione delle vittime di violenza, un episodio recente ha visto l'intervento dei Carabinieri della Sezione Radiomobile di Trento. La vicenda, consumatasi domenica 11 gennaio, illustra...

Addio Roland Riz: un architetto dell’Autonomia altoatesina.

La scomparsa di Roland Riz lascia un vuoto significativo nel panorama politico e istituzionale dell'Alto Adige, come testimonia il cordoglio espresso dal Presidente Arno Kompatscher....
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Addio Roland Riz: l’Alto Adige piange un gigante della politica.

La comunità altoatesina piange la scomparsa di Roland Riz, figura cardine della politica e del diritto sudtirolese, scomparso all'età di 98 anni....

Presidenti tirolese, altoatesina e trentina: un’intesa sulle Alpi.

In un contesto di straordinaria suggestione, sulle pendici innevate della Seegrube, sopra Innsbruck, si è svoluto un incontro cruciale tra i presidenti delle assemblee...

Pizza mussoliniana: a Laives dibattito e ordine del giorno

La vicenda del post su Facebook del consigliere comunale Bruno Borin, vicepresidente del Consiglio comunale di Laives, in Alto Adige, ha scatenato un acceso dibattito e portato a una risposta formale da parte dell’amministrazione locale.
L’immagine, raffigurante una pizza a tema mussoliniano, pubblicata e successivamente rimossa dal consigliere, ha riaperto una ferita nella coscienza collettiva, sollevando interrogativi profondi sull’uso del linguaggio e delle immagini in ambito pubblico, soprattutto quando si tratta di argomenti storici così delicati.
La reazione del Comune di Laives non si è limitata a una condanna superficiale.

L’approvazione unanime di un ordine del giorno, che ha visto il voto favorevole anche dello stesso consigliere Borin, testimonia una volontà condivisa di affrontare la questione con la serietà che merita.
Questo gesto simbolico va oltre la semplice rimozione del post incriminato; si configura come una dichiarazione di principi, un atto deliberato per riaffermare l’impegno della comunità nei confronti dei valori democratici e costituzionali che hanno fondato la Repubblica Italiana.

L’episodio, infatti, ha messo in luce la fragilità della memoria storica e il rischio che, anche inavvertitamente o in chiave ironica, si possano riaprire ferite del passato.

La libertà di espressione, pilastro fondamentale di una società democratica, non può essere intesa come licenza per banalizzare o ridicolizzare eventi tragici che hanno segnato la storia del nostro Paese.
L’amministrazione comunale ha compreso che la responsabilità di chi ricopre cariche pubbliche è quella di agire con prudenza e sensibilità, soprattutto quando si tratta di temi così sensibili.
L’ordine del giorno approvato sottolinea l’importanza di promuovere una cultura della memoria responsabile, che non si limiti a commemorare il passato, ma che lo analizzi criticamente, con l’obiettivo di evitare che gli errori del passato si ripetano.

Si tratta di un impegno costante, che coinvolge non solo le istituzioni, ma anche i cittadini, le scuole, le associazioni e i media.

La Giunta comunale di Laives, con la sua risposta univoca, ha offerto un esempio significativo di come affrontare situazioni delicate, rafforzando l’identità democratica del territorio e invitando tutti i membri della comunità a riflettere sul ruolo del passato nella costruzione del futuro.
La vicenda, lungi dall’essere un semplice “caso” da dimenticare, si configura come un’occasione per un profondo rinnovamento culturale e civile.

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