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Radiografie al Pronto Soccorso: il sindacato chiede il ritiro della Delibera

Oggetto: Revisione urgente della Delibera Provinciale riguardante la gestione radiologica in Pronto Soccorso: implicazioni legali, cliniche e di responsabilità.

Con una comunicazione formale (Pec) indirizzata al Presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti, il sindacato nazionale Snr-Fassid esprime profonda preoccupazione e chiede il ritiro della Delibera 1401 del 19 settembre 2023, che estende la facoltà di richiesta radiografica per infermieri di triage e post-triage in situazioni di traumi minori, secondo protocolli condivisi.
L’intervento del sindacato si configura non come una semplice contestazione formale, ma come un tentativo di salvaguardare principi cardine dell’assistenza sanitaria e di prevenire potenziali derive nella responsabilità professionale.
La contestazione principale ruota attorno alla presunta illegittimità della delibera, ritenuta affetta da vizi di eccesso di potere.

Il sindacato argomenta che la delibera invade una sfera di competenza esclusiva dello Stato, in particolare quella relativa alla prescrizione diagnostica e terapeutica.
Questo principio, pilastro del sistema sanitario italiano, attribuisce al medico la responsabilità primaria e inalienabile nella valutazione clinica, nella diagnosi e nell’indicazione degli esami necessari per la cura del paziente.

Delegare questa facoltà a personale non medico, anche nell’ambito di protocolli definiti, implica una compromissione dell’autonomia professionale del medico e una potenziale evasione della sua responsabilità nei confronti del paziente.

Il punto cruciale risiede nell’articolo 159 del D.
Lgs.

101/2020, che sancisce la responsabilità clinica del medico specialista in ogni esposizione radiologica.
L’articolo sottolinea che ogni richiesta di esame radiologico deve essere motivata e derivare da una valutazione clinica approfondita, garantendo che la scelta delle metodologie e delle tecniche sia orientata al massimo beneficio per il paziente, minimizzando al contempo l’esposizione alle radiazioni ionizzanti.

La Delibera provinciale, in questo contesto, appare in contrasto con tale principio, potenzialmente bypassando il ruolo del medico specialista nella valutazione del rischio-beneficio e nella scelta delle alternative diagnostiche più appropriate.
Il rischio è quello di introdurre una standardizzazione eccessiva, penalizzando la personalizzazione delle cure e limitando la capacità del medico di adattare la diagnosi alle specifiche esigenze del paziente.

L’intervento del sindacato si pone, quindi, come un campanello d’allarme volto a tutelare non solo gli interessi dei professionisti sanitari, ma soprattutto il diritto dei pazienti a ricevere un’assistenza qualificata e responsabile.
La richiesta di ritiro della delibera rappresenta un’azione preventiva, volta a evitare potenziali contenziosi futuri e a preservare l’integrità del sistema sanitario provinciale.
In assenza di una risposta positiva entro sette giorni, il sindacato Snr si riserva il diritto di agire nelle sedi legali più opportune per garantire una tutela piena e concreta dei diritti dei propri rappresentati e, soprattutto, dei pazienti.
L’obiettivo è riaffermare la centralità del medico nel processo decisionale diagnostico e terapeutico, assicurando che ogni atto medico sia improntato alla massima competenza, responsabilità e attenzione al benessere del paziente.

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