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Trentino: modello virtuoso per la spesa farmaceutica

Trentino: un modello di sostenibilità e accessibilità nella spesa farmaceuticaIl Rapporto sull'uso dei farmaci in Trentino per il 2024 delinea un sistema sanitario provinciale...
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Trentino, modello nazionale per la gestione dei rifiuti urbani.

Il Trentino si conferma un baluardo nazionale nella gestione integrata dei rifiuti urbani, un modello di sostenibilità che trascende la mera raccolta differenziata. Legambiente, attraverso il "Dossier Comuni Ricicloni Trentino 2025", attesta un livello di virtuosismo ambientale diffuso, con...

Incidente sull’Autostrada del Brennero: Uomo Gravemente Ferito

Un grave incidente stradale ha interrotto il traffico sull'autostrada del Brennero, in corrispondenza dell'area di Chiusa, generando ripercussioni significative sulla viabilità e lasciando un uomo con ferite di seria entità. La dinamica, verificatasi nelle prime ore della mattinata, ha...

Riforma Autonomia Trentino-Alto Adige: una pietra miliare storica

L’approvazione al Senato della riforma dello Statuto Speciale di Autonomia per il Trentino-Alto Adige/Südtirol rappresenta una pietra miliare nel percorso storico di questa regione, un...
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Riforma Province Autonome: un nuovo capitolo per l’autonomia differenziata.

Il dibattito sulla riforma dello Statuto delle Province Autonome di Trento e Bolzano si consolida in un momento cruciale, segnando una tappa...

Riforma Statutaria Trentino-Alto Adige: Approvato al Senato

La riforma statutaria del Trentino-Alto Adige/Südtirol ha compiuto un passo significativo con l'approvazione in secondo grado al Senato della legge costituzionale che ne ridisegna...

Lupi e Orsi: Sperimentazione Innovativa per la Convivenza

L’innovativa sperimentazione in corso nel Parco Naturale Adamello Brenta, frutto di una sinergia tra ricerca scientifica, enti locali, allevatori e comunità locali, ha recentemente registrato un promettente segnale di successo.
L’obiettivo primario è la mitigazione dei conflitti uomo-fauna selvatica, in particolare la prevenzione di predazioni su bestiame da parte di lupi e orsi, due specie apicali che ritrovano una presenza significativa nell’ecosistema alpino del Trentino orientale.
Il protocollo sperimentale, gestito dall’Unità Ricerca Scientifica del Parco in collaborazione con l’équipe del professor Marco Apollonio dell’Università di Sassari, prevede l’impiego di dissuasori acustico-luminosi.
Questi dispositivi, posizionati strategicamente in prossimità delle malghe, si attivano automaticamente in seguito al rilevamento di un predatore, emettendo segnali sonori intensi e una sequenza luminosa lampeggiante.
La recente registrazione, ottenuta tramite foto-trappola, ha documentato la risposta di un lupo all’attivazione del dissuasore, evidenziando un allontanamento immediato dell’animale.

Nonostante l’iniziale ottimismo, la prudenza scientifica impone una valutazione ponderata.
Si tratta, infatti, di un primo, significativo passo in un percorso complesso che si protrarrà per tutta l’estate del 2025.

La sfida principale risiede nella verifica dell’efficacia di queste tecnologie non solo su singole specie, come già ampiamente documentato per i lupi, ma in un contesto che coinvolge entrambe le specie di grandi carnivori.
Questa integrazione rappresenta un elemento di novità cruciale, considerando la potenziale interazione tra le due popolazioni e le loro rispettive strategie di adattamento all’ambiente antropizzato.
Il direttore del progetto, Matteo Viviani, sottolinea che l’impiego dei dissuasori non può essere considerato un intervento isolato.

Esso deve integrarsi in un approccio olistico, che includa tutte le misure preventive già in atto, quali recinzioni elettrificate, sistemi di stoccaggio del foraggio a prova di predazione e una gestione attenta dei rifiuti alimentari.
La chiave per una gestione efficace della fauna selvatica risiede, a suo avviso, nella costruzione di una rete collaborativa, che coinvolga enti provinciali, comuni, associazioni di categoria, allevatori e cacciatori.
Il progetto, oltre alla sperimentazione sul campo, si focalizza anche sulla raccolta di dati quantitativi e qualitativi, con l’obiettivo di ottimizzare i parametri di funzionamento dei dissuasori e di valutare l’impatto delle misure adottate sull’andamento delle predazioni e sulla percezione della sicurezza da parte delle comunità locali.
Il coinvolgimento attivo degli stakeholder, attraverso consultazioni e workshop, è fondamentale per garantire l’accettazione e la sostenibilità nel tempo delle strategie di gestione della fauna selvatica.
La ricerca scientifica, in questo contesto, assume un ruolo cruciale non solo per la validazione tecnica delle soluzioni proposte, ma anche per la promozione di una cultura della convivenza basata sulla conoscenza e il rispetto reciproco.

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