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Trentino: modello virtuoso per la spesa farmaceutica

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Riforma Autonomia Trentino-Alto Adige: una pietra miliare storica

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Trentino: economia resiliente ma PMI a rischio nel 2025

Nel secondo trimestre del 2025, l’economia trentina mostra una resilienza complessa, caratterizzata da una crescita complessiva del fatturato dell’1,5% rispetto all’anno precedente, un incremento modesto che consolida un trend di stabilizzazione avviato nel periodo precedente (+1,0%).

Sebbene il fatturato locale segnali un modesto aumento del 2,6%, il quadro si fa più sfumato se si considera l’andamento a livello nazionale (+5%) e, soprattutto, a livello internazionale, dove si registra una significativa contrazione (-6,8%), un segnale di preoccupazione che riflette le difficoltà del contesto economico globale e la crescente dipendenza da mercati esteri per alcuni settori chiave.
L’analisi settoriale rivela una polarizzazione delle performance.
I servizi alle imprese (+9,5%) e l’edilizia (+6,8%), beneficiando ancora dell’impulso fornito dai finanziamenti del Pnrr, trainano la crescita, evidenziando la crescente importanza del supporto specialistico alle imprese e la continuazione di investimenti infrastrutturali.

Si assiste a un lieve aumento anche nel commercio al dettaglio (+2,2%) e nel settore dei trasporti (+1,1%), indicando un graduale ritorno alla normalità nei consumi e nella logistica.

Al contrario, settori fortemente esposti alla domanda estera, come il commercio all’ingrosso (-0,6%) e, in modo più marcato, il manifatturiero (-1,4%), mostrano segnali di sofferenza, accentuando le debolezze strutturali legate alla competizione internazionale e alle fluttuazioni dei mercati.

Come sottolineato dal Presidente della Camera di Commercio Andrea De Zordo, il trimestre esaminato è permeato da un cauto ottimismo, basato sulla tenuta dell’economia locale e su prospettive future meno pessimistiche di quanto inizialmente temuto.
Tuttavia, questo ottimismo è temperato dalla constatazione che le piccole imprese sono le più vulnerabili, scontando gli effetti negativi di un contesto economico incerto e di una maggiore esposizione ai rischi di mercato.
L’andamento occupazionale conferma questa dicotomia: mentre le medie e le grandi imprese registrano una crescita dell’occupazione (+2,7% e +3,5% rispettivamente), le piccole imprese denotano una contrazione (-3,2%).

Questo divario evidenzia la difficoltà delle PMI ad assorbire gli shock economici e a competere con aziende di maggiori dimensioni, amplificando le disuguaglianze strutturali del tessuto economico trentino.

Parallelamente, la diminuzione delle vendite per le piccole imprese (-0,7%) contrasta con l’aumento, seppur contenuto, delle medie e grandi imprese (+2,5% e +2% rispettivamente).
Un elemento positivo, e potenzialmente indicativo di una ripresa futura, è l’aumento degli ordinativi, cresciuti dell’1,7%.
In particolare, il manifatturiero segna un incremento significativo (+4,6%) dopo un periodo di contrazione, mentre il settore delle costruzioni mantiene una stabilità (-0,2%).
Questo segnale potrebbe preludere a un miglioramento delle prospettive produttive nel breve-medio termine, a condizione che vengano superate le attuali difficoltà legate alla domanda estera e alle problematiche di accesso al credito per le PMI.

L’analisi approfondita di questi indicatori, unita a politiche mirate a sostenere le imprese più piccole e a diversificare i mercati di esportazione, appare cruciale per consolidare la resilienza dell’economia trentina e promuovere una crescita inclusiva e sostenibile nel lungo periodo.

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