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Aumento indennità consiglieri: la Commissione dice no all’emendamento

L’assemblea della Prima Commissione Consiliare Regionale ha espresso un parere contrario all’emendamento presentato congiuntamente dal Partito Democratico, Casa Autonomia, Avs e Grune, un provvedimento volto a sospendere l’incremento automatico delle indennità dei consiglieri regionali.

Questo meccanismo di adeguamento economico, previsto dall’imminente rinnovo contrattuale 2025-2027 del personale regionale, si attiverà una volta che le risorse necessarie saranno allocate nell’assestamento di bilancio.

La decisione, se confermata anche durante la discussione in Aula, comporterà un ulteriore aumento delle indennità, aggiungendosi all’incremento già previsto a seguito del precedente rinnovo contrattuale 2022-2024.

Il consigliere regionale del Partito Democratico, Paolo Zanella, primo firmatario dell’emendamento, ha espresso la propria delusione, sottolineando la necessità di una rivalutazione da parte della maggioranza.

L’emendamento si poneva l’obiettivo di interrompere un processo che, pur rispondendo a logiche di adeguamento contrattuale, appare disconnesso dalla realtà socio-economica regionale.
L’incremento automatico delle indennità, in un contesto caratterizzato da un marcato precariato lavorativo – con numerosi contratti non rinnovati o rinnovati con difficoltà – e da un aumento generalizzato del costo della vita, genera una percezione di distacco dalla cittadinanza e solleva interrogativi sulla gestione delle risorse pubbliche.

La questione non si limita alla mera quantificazione dell’aumento, ma investe principi di equità e responsabilità politica.
Il rinnovato invito al ripensamento della maggioranza consiliare si basa sulla consapevolezza che l’adeguamento economico dei consiglieri dovrebbe essere affrontato con sensibilità verso le difficoltà incontrate da molti lavoratori regionali, i quali faticano a compensare l’impatto dell’inflazione e del caro vita con gli stipendi attuali.
L’auspicio è che il dibattito in Aula porti ad una riflessione più ampia sul ruolo e la retribuzione dei rappresentanti eletti, promuovendo un modello di rappresentanza più trasparente e coerente con le esigenze della comunità regionale.
La sostenibilità economica e la percezione di equità sociale devono, infatti, guidare le scelte dei decisori politici.

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