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Trentino: modello virtuoso per la spesa farmaceutica

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Trentino, modello nazionale per la gestione dei rifiuti urbani.

Il Trentino si conferma un baluardo nazionale nella gestione integrata dei rifiuti urbani, un modello di sostenibilità che trascende la mera raccolta differenziata. Legambiente, attraverso il "Dossier Comuni Ricicloni Trentino 2025", attesta un livello di virtuosismo ambientale diffuso, con...

Incidente sull’Autostrada del Brennero: Uomo Gravemente Ferito

Un grave incidente stradale ha interrotto il traffico sull'autostrada del Brennero, in corrispondenza dell'area di Chiusa, generando ripercussioni significative sulla viabilità e lasciando un uomo con ferite di seria entità. La dinamica, verificatasi nelle prime ore della mattinata, ha...

Riforma Autonomia Trentino-Alto Adige: una pietra miliare storica

L’approvazione al Senato della riforma dello Statuto Speciale di Autonomia per il Trentino-Alto Adige/Südtirol rappresenta una pietra miliare nel percorso storico di questa regione, un...
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Riforma Province Autonome: un nuovo capitolo per l’autonomia differenziata.

Il dibattito sulla riforma dello Statuto delle Province Autonome di Trento e Bolzano si consolida in un momento cruciale, segnando una tappa...

Riforma Statutaria Trentino-Alto Adige: Approvato al Senato

La riforma statutaria del Trentino-Alto Adige/Südtirol ha compiuto un passo significativo con l'approvazione in secondo grado al Senato della legge costituzionale che ne ridisegna...

Trentino sportivo: crescita, dati e profili socio-demografici

Trentino attivo: un decennio di crescita dello sport e un profilo socio-demografico a fuocoUn’analisi approfondita del panorama sportivo trentino, condotta dall’Ispat in occasione della Giornata Nazionale dello Sport, rivela un trend positivo e delineano un quadro complesso delle dinamiche che lo influenzano.
Nel 2023, quasi la metà della popolazione residente in provincia di Trento (47,8%) ha dichiarato di praticare attività sportiva nel tempo libero, un dato in crescita significativa rispetto al 43,4% registrato dieci anni prima, nel 2013.

Questo dato colloca il Trentino in una posizione di spicco, ben al di sopra delle medie regionali del Nord-Est (45,2% nel 2023) e nazionali (36,9% nel 2023), suggerendo una cultura dello sport particolarmente radicata nel territorio.
L’evoluzione temporale non è solo quantitativa, ma anche qualitativa.

Si osserva una progressiva intensificazione dell’impegno sportivo: la percentuale di individui che dedicano fino a due ore settimanali di attività fisica si è leggermente ridotta (da 36,3% a 35,7%), mentre è aumentata sensibilmente la quota di chi investe tra le due e le quattro ore (da 20,1% a 30,9%), e quella di chi supera le quattro ore a settimana (da 20,8% a 24,8%).
Questi dati riflettono un cambiamento verso un approccio più strutturato e regolare all’attività fisica, forse legato a una maggiore consapevolezza dei suoi benefici per la salute e il benessere.

L’analisi socio-demografica rivela differenze significative tra i generi.

Gli uomini (54,3%) continuano a praticare sport in percentuale maggiore rispetto alle donne (41,3%), tuttavia, quando si considera l’adesione a circoli sportivi e corsi specifici, il divario si assottiglia notevolmente (26,5% per gli uomini contro il 25,2% per le donne), indicando forse una maggiore partecipazione femminile in contesti di sport di gruppo o guidato.

L’età gioca un ruolo cruciale: l’adesione allo sport è massiccia tra i giovani (tre quarti dei bambini e ragazzi sotto i 18 anni) e si mantiene elevata tra i giovani adulti (oltre la metà della popolazione tra i 18 e i 44 anni).

Con l’avanzare dell’età, si registra un calo progressivo, che culmina in una percentuale relativamente bassa (24,6%) tra gli over 65, sollevando interrogativi sull’importanza di promuovere l’attività fisica in questa fascia d’età, spesso più vulnerabile e bisognosa di supporto.

Un elemento cruciale da considerare è il legame tra livello di istruzione e pratica sportiva.
La correlazione è evidente: tra coloro che hanno conseguito un titolo di studio superiore al diploma, la percentuale di praticanti sportivi raggiunge il 62,3%, mentre diminuisce progressivamente tra chi possiede un diploma di maturità o una qualifica professionale (48,7%) e, soprattutto, tra chi non ha completato il percorso scolastico (40,6%).

Questo dato suggerisce che l’istruzione potrebbe favorire una maggiore consapevolezza dei benefici per la salute derivanti dall’attività fisica, oltre a fornire maggiori opportunità di accesso a strutture e programmi sportivi.
Si tratta di un aspetto che merita ulteriori approfondimenti e interventi mirati per ridurre le disuguaglianze nell’accesso allo sport e promuovere uno stile di vita attivo per tutti i cittadini.

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