La recente ondata di maltempo che ha flagellato il Friuli Venezia Giulia, con particolare virulenza tra il 16 e il 17 novembre, ha inferto un colpo devastante al tessuto agricolo goriziano e triestino, spingendo Confagricoltura a sollecitare con forza l’intervento urgente del governo nazionale.
L’associazione, pur riconoscendo l’efficace e tempestivo impegno profuso dalla Protezione Civile regionale e dall’Assessorato competente, sottolinea l’imperiosa necessità di misure concrete e immediate a supporto delle imprese agricole duramente colpite.
Il fenomeno alluvionale, concentrato in aree cruciali come Versa di Romans d’Isonzo, Cormòns e Dolegna del Collio, non si è limitato a danni materiali diretti, ma ha innescato una catena di conseguenze che minacciano la sostenibilità delle attività produttive nel medio-lungo termine.
La prima valutazione dei danni, condotta in collaborazione con le aziende associate, rivela una situazione di profonda incertezza, con ripercussioni significative su filiere vitali per l’economia regionale, dalla viticoltura all’orticoltura, passando per la produzione di frutta e cereali.
Oltre alla distruzione di infrastrutture e impianti, l’alluvione ha compromesso la continuità delle operazioni, ritardando i cicli di semina e raccolta, danneggiando i prodotti in campo e generando costi aggiuntivi per la ricostruzione e la sanificazione.
La perdita di patrimonio viticolo, con frane che hanno inghiottito vigneti storici, rappresenta una ferita profonda per l’identità e la reputazione del Friuli Venezia Giulia a livello nazionale e internazionale.
La vitivinicoltura regionale, pilastro fondamentale dell’economia locale, rischia di subire un tracollo se non verranno implementate misure di sostegno adeguate e tempestive.
Confagricoltura Gorizia e Trieste rivendica, pertanto, l’adozione formale dello stato di calamità naturale, un atto che consentirebbe l’accesso a strumenti di intervento finanziario e amministrativo specifici.
In particolare, si chiede alla Regione l’attivazione di una sospensione immediata dei piani di ammortamento dei mutui gravanti sulle aziende agricole, la dilazione degli oneri fiscali e previdenziali, e l’erogazione di contributi a fondo perduto per la copertura dei danni diretti e indiretti.
È fondamentale, inoltre, un piano di ricostruzione che includa interventi di prevenzione del rischio idrogeologico, per mitigare l’impatto di eventi meteorologici estremi futuri e proteggere il patrimonio agricolo e il territorio.
La resilienza delle imprese agricole è cruciale per il futuro del Friuli Venezia Giulia, e richiede un impegno congiunto da parte delle istituzioni, delle associazioni di categoria e dell’intera comunità.

