Cabinovia Trieste-Carso: Sblocco in Difficoltà, Futuro a Rischio?

La realizzazione della cabinovia metropolitana che collegherà Trieste, Porto Vecchio e il Carso, un’opera strategica per la mobilità e lo sviluppo del territorio triestino, si trova attualmente in una fase critica, caratterizzata da un complesso intreccio di risorse finanziarie e valutazioni ministeriali.

L’obiettivo primario è sbloccare l’avvio dei lavori, originariamente previsto in tempi più rapidi e ora minacciato da una potenziale impasse burocratica.

L’iniziativa, concepita come una risposta concreta alle esigenze di una popolazione che aspira a una connettività più efficiente e sostenibile, si è trovata ad affrontare un’inaspettata resistenza da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef).
Questo organo ha espresso un parere negativo su un emendamento alla legge di bilancio, proposto dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit), che avrebbe consentito un’accelerazione nell’assegnazione delle risorse necessarie.
Il Mef ha sollevato preoccupazioni riguardo all’impatto finanziario complessivo sulla finanza pubblica, derivante dalla rimodulazione dei fondi suggerita dal Mit.

La vicenda si complica ulteriormente considerando le premesse iniziali del progetto.

Originariamente previsto per essere finanziato tramite risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr), l’opera ha subito una brusca battuta d’arresto con la conseguente cancellazione dei fondi dedicati.
In seguito a questa svolta, il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, si era impegnato a garantire la copertura finanziaria dell’opera, pur articolandola in più tranche e posticipandone l’erogazione al periodo 2027-2034.
Il Comune di Trieste, consapevole della potenziale decadenza del progetto a causa dei ritardi e desideroso di accelerarne l’avvio, ha prontamente offerto un contributo significativo, pari a 30 milioni di euro, da destinare all’anticipazione dei costi.

Per scongiurare l’esigenza di un’anticipazione da parte del Comune e trovare una soluzione condivisa, è stata presentata una proposta integrativa, volta a riprogrammare le risorse e a consentire l’anticipo dei fondi necessari già nel periodo 2026-2028.

La situazione ha generato un forte allarme, vista l’importanza strategica dell’opera per la comunità triestina.
Riconoscendone l’urgenza, il Ministro Salvini ha personalmente sollecitato il suo staff a intervenire presso il Mef, attraverso una lettera formale, al fine di trovare un compromesso che possa sbloccare l’esecuzione del progetto.
Questa mossa sottolinea l’impegno politico a garantire la realizzazione della cabinovia, nonostante le difficoltà finanziarie incontrate.
La speranza è che il dialogo tra i ministeri possa portare a una soluzione che rispetti sia le esigenze di mobilità del territorio triestino che la sostenibilità delle finanze pubbliche.

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