Camporosso Racconta, nella sua terza edizione invernale, si configura come un microcosmo vibrante di voci letterarie, un caleidoscopio di esperienze che abbracciano generazioni e prospettive.
L’evento, intitolato “In Punta di Parole”, celebra la potenza della narrazione, invitando a riflettere sulla sua capacità di connettere individui apparentemente distanti.
La varietà demografica dei relatori ne è la più eloquente testimonianza, con un arco che si estende dall’ingenua promessa di Viola Benedetti, undicenne autrice in ascesa, fino alla profonda saggezza accumulata da Vito Anselmi, novantunenne testimone di un secolo di cambiamenti.
Viola Benedetti, con la sua pubblicazione “Tre mesi per salvare il mondo”, incarna una generazione di giovani sensibili alle sfide globali.
Il titolo stesso del libro, audace e ambizioso, rivela una maturità inattesa per la sua età.
Oltre alla sua abilità comunicativa, sorprendentemente affine a quella di un’adulta, Viola dimostra una passione per la lettura e un talento musicale precoce, manifestando un impegno profondo verso la cultura e le sue implicazioni.
Il suo lavoro invita a interrogarsi sul ruolo delle nuove generazioni nel plasmare un futuro più sostenibile e consapevole.
A contrasto, Vito Anselmi offre uno sguardo retrospettivo su un percorso di vita ricco di trasformazioni e resilienza.
“La valigia di cartone”, il suo libro autobiografico, non è semplicemente un racconto personale, ma una metafora potente del viaggio umano, segnato da partenze, adattamenti e ricostruzioni.
Il trasferimento da Tricase, in Puglia, all’alto Friuli, nel 1955, con pochi beni essenziali stipati in una modesta valigia, rappresenta una cesura netta, un punto di ripartenza.
La sua carriera, che spazia dall’Arma dei Carabinieri a ruoli di leadership come sindaco e imprenditore alberghiero, testimonia un’innata capacità di reinventarsi e di affrontare le sfide con determinazione e pragmatismo.
La presenza di Francesca Cerno, docente di Comunicazione e curatrice del volume, e l’apprezzamento personale del testimone, sottolineano il valore di Anselmi come figura di riferimento e fonte di ispirazione.
La giornata si arricchisce ulteriormente con l’intervento di Erica Barbiani, produttrice cinematografica e autrice di documentari, che introduce il suo romanzo per ragazzi “Thea e l’invecchiatore del Dottor LOSS”.
La sua esperienza nel mondo del cinema e della narrazione visiva si riflette in un’opera che fonde immaginazione e realtà, offrendo spunti di riflessione sul tempo, la memoria e la possibilità di riscrivere il proprio destino.
Camporosso Racconta, dunque, non è solo una rassegna letteraria, ma un vero e proprio dialogo intergenerazionale, un’occasione per ascoltare storie diverse, per confrontarsi con prospettive contrastanti e per celebrare la forza inesauribile della parola scritta.
Un invito a considerare come la letteratura, in tutte le sue forme, possa illuminare il presente e ispirare il futuro.

