La realizzazione della sesta Casa della Comunità a Trieste, inaugurata all’interno del Maggiore, rappresenta una pietra miliare nel percorso di trasformazione della sanità friulana, un progetto ambizioso che mira a ridefinire il rapporto tra cittadino e sistema sanitario regionale.
L’assessore alla Salute, Riccardo Riccardi, ha evidenziato come questa struttura, in linea con gli obiettivi fissati per il 2025 (l’implementazione di una rete di circa trenta Case della Comunità), incarni la visione di una sanità territoriale accessibile, proattiva e centrata sulla persona.
Il modello operativo di questa Casa della Comunità si fonda su principi di integrazione multidisciplinare, personalizzazione della cura e coordinamento sinergico dei servizi.
Non si tratta di un mero ampliamento dell’offerta sanitaria, bensì di un profondo ripensamento dell’organizzazione e dei percorsi di cura, in risposta all’evoluzione dei bisogni della popolazione.
L’apertura h24, sette giorni su sette, testimonia l’impegno a garantire una risposta tempestiva e continua alle esigenze di salute, superando le tradizionali barriere temporali e geografiche.
La realizzazione di queste strutture è resa possibile grazie a un investimento significativo, frutto della sinergia tra risorse provenienti dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e dal bilancio regionale, a dimostrazione della priorità attribuita alla sanità territoriale.
L’obiettivo primario è quello di alleggerire la pressione sul sistema ospedaliero, contrastando le inappropriatezze di accesso al pronto soccorso, un fenomeno che, secondo le stime fornite, impatta circa l’80% degli accessi, generando disagi per la popolazione e sovraccaricando le risorse sanitarie.
Il direttore generale dell’Azienda Sanitaria Universitaria Giuliano Isontina (ASUGI), Antonio Poggiana, ha sottolineato come l’inaugurazione di questa Casa della Comunità segna un passo cruciale verso un modello di sanità più radicato nel territorio, capace di rispondere in modo mirato alle esigenze specifiche della comunità.
La struttura offre un’ampia gamma di servizi, tra cui attività infermieristiche specialistiche, ambulatori dedicati, diagnostica di base, un punto prelievi efficiente e, soprattutto, un cruciale raccordo con i servizi sociali e distrettuali, garantendo una presa in carico globale e coordinata del paziente.
Per assicurare un funzionamento ottimale della Casa della Comunità, è stata lanciata un’iniziativa volta a rafforzare l’organico medico, con un’esplosione di interesse: ben 40 candidature ricevute finora.
La presenza garantita di due medici di medicina generale contemporaneamente rafforza l’impegno a offrire un servizio continuativo e di alta qualità, ponendo le basi per una nuova era nella sanità friulana, una sanità più vicina, accessibile e capace di rispondere efficacemente alle sfide del futuro.
L’impegno, ora, è consolidare questa rete di cura territoriale, investendo in risorse umane e tecnologiche, per costruire un sistema sanitario più equo, efficiente e resiliente.

