L’orizzonte politico regionale si proietta verso il futuro, un futuro che, pur delineandosi con chiarezza, lascia aperta la questione del possibile terzo mandato per il Presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga.
In un’intervista di fine anno, Fedriga sottolinea la necessità di un’analisi disincantata, svincolata dalle immediate logiche elettorali, per valutare la potenziale ricandidatura.
La decisione, egli stesso ammette, sarà frutto di un’attenta riflessione, in dialogo con l’elettorato e il governo regionale.
La traiettoria politica di Fedriga è stata segnata da scelte inaspettate, come l’assunzione del ruolo di Governatore nel 2018, un’esperienza che egli definisce la più gratificante della sua carriera.
Guardando al domani, il desiderio prevalente rimane quello di portare a compimento il percorso intrapreso, completando le iniziative e i progetti in corso.
Tuttavia, non si pone un veto preventivo a nuove sfide, né a livello nazionale, né a quello locale.
L’ipotesi di un ritorno a Trieste, nella veste di Sindaco, è accolta con gratitudine, ma rimanda a valutazioni future, condivise con la coalizione di governo.
La recente polemica interna al centrodestra, sollevata dal Ministro Luca Ciriani riguardo alla possibilità di un terzo mandato, non ha lasciato tracce di malessere.
Fedriga interpreta l’episodio come un’occasione per rafforzare il dialogo all’interno della coalizione, sanando eventuali incomprensioni e promuovendo una maggiore coesione.
Sul tema della gestione strategica del territorio, emerge la necessità di implementare meccanismi di coordinamento più efficaci, soprattutto a livello settentrionale.
L’idea di un responsabile per il Sud, già esistente, potrebbe trovare un corrispettivo a Nord, un’iniziativa da condividere con Matteo Salvini, segretario della Lega e figura chiave in questa prospettiva.
Il nome di Zaia viene suggerito come una risorsa di valore, da valorizzare all’interno del partito e al di fuori, riconoscendone l’eccezionale capacità dimostrata nella gestione della cosa pubblica, come testimonia il suo trionfo alle ultime elezioni regionali.
Riguardo alle imminenti elezioni provinciali del 2026, Fedriga auspica un approccio graduale, delineando un modello che preveda l’elezione diretta del presidente e l’utilizzo di collegi uninominali, ispirandosi a quanto già esistente.
L’obiettivo è formalizzare il voto nel 2027, previa fornitura degli strumenti necessari alle Province.
Questo passaggio si configura come un’opportunità per riaffermare il principio della sovranità popolare e per rafforzare l’efficienza dell’azione amministrativa a livello territoriale, in linea con l’evoluzione del contesto politico e sociale.
La transizione, tuttavia, richiede una pianificazione attenta e una costante attenzione alle esigenze dei cittadini, al fine di garantire un processo elettorale trasparente e partecipativo.

