Fondazione Teatro Verdi: Urgente Revisione della Governance

Una profonda revisione della governance della Fondazione Teatro Lirico Giuseppe Verdi di Trieste si rende urgente, una necessità emersa con forza dalle rappresentanze sindacali Fistel-Cisl, Uilcom-Uil e Fials-Cisal.
Attraverso una missiva indirizzata al Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, i segretari Massimo Albanesi, Gunther Suban e Mario Leott formalizzano una richiesta che mira a sanare una situazione gravata da ombre e a proiettare l’istituzione verso un futuro di rinnovata credibilità e vitalità.
La richiesta non nasce da un mero desiderio di cambiamento, ma da un’analisi approfondita e documentata delle problematiche strutturali che affliggono la Fondazione.
Le recenti sentenze giudiziarie, che hanno certificato irregolarità gestionali e responsabilità, hanno lasciato un segno profondo, erodendo il capitale di fiducia della comunità triestina e del pubblico nazionale.
I danni economici, quantificabili in termini di finanziamenti persi e opportunità mancate, si affiancano a una grave perdita d’immagine che rischia di compromettere la capacità della Fondazione di attrarre talenti e sostenitori.

Al di là delle vicende giudiziarie, la situazione interna si presenta altrettanto critica.

La dotazione organica, drasticamente ridotta a livelli insostenibili – attestandosi al di sotto del 30% – compromette la capacità operativa della Fondazione e genera una pressione eccessiva sui dipendenti esistenti, alimentando un clima di frustrazione e demotivazione.
Questa rarefazione del personale si riflette negativamente sulla qualità delle produzioni e sui servizi offerti, pregiudicando l’esperienza del pubblico e la reputazione dell’istituzione.

Le criticità non si limitano alla gestione delle risorse umane; emergono, inoltre, problematiche legate ai processi interni, alla comunicazione e ai rapporti con il personale.

Un senso di opacità e una mancanza di trasparenza nelle decisioni e nelle procedure contribuiscono a generare incertezza e a minare il senso di appartenenza e l’impegno dei lavoratori.

I sindacati, con questa richiesta formale al Ministro, non intendono intromettersi nelle dinamiche istituzionali, ma piuttosto sollevare un campanello d’allarme, evidenziando la necessità di un intervento mirato a ristabilire un equilibrio, a promuovere una gestione più equa e trasparente, e a garantire il rilancio di un’istituzione che rappresenta un patrimonio culturale di inestimabile valore per Trieste e per l’Italia intera.

Si auspica un’azione che porti a una valutazione indipendente e approfondita, finalizzata a individuare le responsabilità, a definire nuove strategie operative e a restituire alla Fondazione il ruolo di eccellenza che le compete.

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