Il Friuli Venezia Giulia interviene con un’azione legislativa mirata a contrastare una problematica strutturale che affligge il Servizio Sanitario Regionale: la progressiva carenza di medici disponibili a garantire i Livelli Essenziali di Assistenza (LEA).
La Giunta Regionale ha infatti approvato un disegno di legge urgente, un atto legislativo concepito come risposta immediata a una situazione di emergenza, che consente agli enti del SSR di conferire incarichi di lavoro autonomo a medici collocati in stato di quiescenza.
L’iniziativa, come sottolinea l’Assessore Regionale alla Salute, Riccardo Riccardi, si pone l’obiettivo pragmatico di colmare un vuoto professionale insidioso, riconoscendo la competenza e l’esperienza dei professionisti pensionati come risorsa preziosa da re-impiegare nel sistema sanitario.
La problematica non è meramente quantitativa, ma riguarda anche la distribuzione geografica delle risorse mediche, con aree del territorio che si trovano ad affrontare difficoltà crescenti nell’accesso alle cure.
Questa misura straordinaria bypassa temporaneamente le limitazioni imposte dalle normative attuali in materia di rapporti di lavoro con la Pubblica Amministrazione, consentendo un’azione rapida e flessibile.
Il provvedimento si configura come un palliativo, un ponte verso soluzioni più strutturali che il Governo è chiamato a considerare nell’ambito della conversione del decreto “Milleproroghe”.
L’assessore Riccardi ha inoltre anticipato che, in sede di conversione, le Regioni chiederanno un’ulteriore proroga, estendendo la possibilità di contrattualizzare i medici pensionati fino al 31 dicembre 2026.
Questa richiesta è accompagnata dalla necessità di definire protocolli specifici che regolamentino l’impiego di questi professionisti, in modo da minimizzare gli impatti fiscali e previdenziali, garantendo al contempo la correttezza e la sostenibilità del sistema.
L’intervento legislativo non si limita all’aspetto contingente, ma apre un dibattito più ampio sulla necessità di ripensare il modello di assistenza sanitaria, integrando figure professionali esperte e riconosciute, e promuovendo una più efficace gestione delle risorse umane nel settore sanitario.
Si tratta di un segnale che riflette la crescente consapevolezza della fragilità del sistema e l’imperativo di adottare soluzioni innovative per assicurare ai cittadini un accesso equo e tempestivo alle cure, riconoscendo il valore intrinseco dell’esperienza medica come pilastro fondamentale per la salute della comunità.
L’obiettivo finale è quello di gettare le basi per un sistema sanitario più resiliente e in grado di rispondere efficacemente alle sfide future, garantendo al contempo la dignità e la valorizzazione del personale medico.

