Un episodio di microcriminalità ha scosso la tranquillità di un supermercato in via Cividale a Udine, culminando nell’arresto di tre cittadini tunisini.
L’accaduto, apparentemente un semplice furto di modesto valore economico – stimato in circa 150 euro – si rivela, a un’analisi più approfondita, un concentrato di problematiche sociali e giuridiche complesse che affliggono il territorio.
L’azione, inizialmente percepita come un gesto impulsivo, ha visto i tre individui sottrarre articoli di abbigliamento e prodotti alimentari, abilmente nascosti all’interno di zaini e borse.
La prontezza di un cliente, che ha segnalato l’anomalia, e la successiva reazione del responsabile del supermercato, che tentò un inseguimento, hanno contribuito a sventare la fuga dei presunti malfattori.
L’intervento di una Volante, in pattuglia nella zona, ha poi permesso di bloccare i tre sospetti.
Gli accertamenti successivi hanno delineato un quadro ben più complesso: gli arrestati, infatti, risultavano già noti alle autorità per una lunga serie di precedenti penali, tutti riconducibili a reati contro il patrimonio.
Questa reiterazione di comportamenti antisociali solleva interrogativi sulla loro integrazione sociale e sulla validità delle misure di prevenzione precedentemente adottate.
A complicare ulteriormente la situazione, è emerso che i tre individui si trovavano in stato di irregolarità sul territorio nazionale, con provvedimenti di espulsione già emessi a loro carico.
Questa circostanza, in combinazione con i precedenti penali, ha portato l’autorità giudiziaria a disporre l’arresto dei tre, che sono stati condotti presso la Casa Circondariale di Udine in attesa della convalida dell’arresto da parte del giudice.
L’episodio, oltre alla denuncia di un più in








