Influenza Aviaria: Allarme in Friuli Venezia Giulia, Rischio Zoonotico

La recente ondata di casi di influenza aviaria di elevata patogenicità sta destando preoccupazione lungo le coste del Friuli Venezia Giulia.
Fenomeno purtroppo ricorrente durante le stagioni migratorie, l’attuale situazione presenta caratteristiche di gravità accentuate, con un numero di esemplari colpiti che supera le proiezioni abituali.
La presenza del virus è stata riscontrata in diverse specie di uccelli selvatici che frequentano la laguna di Grado e le aree costiere triestine, in particolare cigni, gabbiani e altre specie acquatiche.

Questa recrudescenza non è semplicemente un evento ecologico; rappresenta un potenziale rischio zoonotico.

Essendo un virus influenzale, sebbene la trasmissione all’uomo rimanga un evento raro, non può essere esclusa completamente.
Il meccanismo di trasmissione, seppur improbabile, può avvenire attraverso il contatto diretto con secreti infetti o attraverso particelle virali disperse nell’ambiente.

La natura altamente contagiosa del virus e la sua elevata virulenza nei confronti degli uccelli domestici e allevati amplificano ulteriormente la potenziale pericolosità.

La risposta dell’Azienda Sanitaria Universitaria Giuliano Isontina si concentra su due direttive principali: la gestione degli animali selvatici infetti e la prevenzione della diffusione del virus in ambito zootecnico.

La popolazione è sollecitata a mantenere la massima cautela ed evitare assolutamente il contatto fisico con qualsiasi uccello selvatico che appaia deceduto, visibilmente sofferente, o che manifesti segni di malattia come letargia, difficoltà respiratorie, postura anomala o secrezioni anomale.

In caso di ritrovamento di questi animali, è fondamentale contattare immediatamente il numero di emergenza 112, permettendo al personale specializzato di intervenire in sicurezza, rimuovere i corpi e, se possibile, isolare gli animali vivi per ulteriori valutazioni e trattamenti.
Per quanto riguarda gli allevamenti, in particolare quelli di pollame, la prevenzione assume un ruolo cruciale.
L’azienda sanitaria raccomanda con urgenza misure di biosicurezza rafforzate: confinare i volatili in ambienti chiusi, idealmente dotati di sistemi di ventilazione adeguati, e limitare drasticamente l’accesso di persone e altri animali alle aree di allevamento.

La rigorosa applicazione di protocolli di igiene, compresa la disinfezione regolare di attrezzature e superfici, è altrettanto importante per minimizzare il rischio di introduzione e diffusione del virus.
Gli allevatori, sia professionali che amatoriali, sono tenuti ad agire come sentinelle, monitorando attentamente la salute dei loro animali.
La segnalazione tempestiva di mortalità anomala o cambiamenti nel comportamento degli uccelli all’autorità veterinaria locale è essenziale per un intervento rapido e mirato, che può includere test diagnostici, quarantena e misure di abbattimento sanitario se necessario.
La collaborazione tra istituzioni sanitarie, veterinari e popolazione è fondamentale per mitigare l’impatto di questa emergenza e proteggere la salute pubblica e il patrimonio zootecnico regionale.

Il monitoraggio costante e l’adeguamento delle misure di prevenzione in base all’evoluzione della situazione rimangono priorità assolute.

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