La cultura e il patrimonio storico-artistico del Friuli Venezia Giulia accolgono una nuova guida: l’archeologa Paola Ventura è stata formalmente insediata come Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio, assumendo l’incarico per un triennio.
La nomina, ufficializzata il 7 gennaio dal Direttore Generale del Ministero della Cultura, Fabrizio Magani, segna il passaggio di consegne da Valentina Minosi, la cui gestione era terminata lo scorso agosto.
Paola Ventura, figura di spicco nel panorama archeologico italiano fin dal 2000, vanta un percorso professionale ricco di esperienze significative all’interno del Ministero della Cultura.
Il suo precedente ruolo di Direttrice del Museo Archeologico Nazionale di Aquileia testimonia la sua profonda competenza e la sua capacità di gestione di istituzioni culturali di primaria importanza.
L’insediamento, avvenuto immediatamente dopo la nomina, la proietta direttamente nel cuore delle attività della Soprintendenza, a Palazzo Economo, dove si appresta ad affrontare una fase cruciale per il territorio.
In una recente comunicazione con il quotidiano “Il Piccolo”, Ventura ha espresso una visione pragmatica e orientata all’azione.
Pur riconoscendo la complessità delle richieste provenienti dal territorio regionale, ha sottolineato come il Ministero della Cultura disponga ora di risorse umane e finanziarie più consistenti, elemento che rende possibile un’ottimizzazione dei processi decisionali e una risposta più tempestiva alle esigenze locali.
Questo approccio suggerisce un’impostazione volta all’efficienza e alla collaborazione, con l’obiettivo di superare le sfide che si presentano.
Il ruolo di Pordenone come Capitale Italiana della Cultura rappresenta una priorità strategica, un’occasione unica per valorizzare il patrimonio culturale e promuovere il turismo.
Parallelamente, gli interventi in corso nel sito archeologico di Porto Vecchio richiedono un’attenzione particolare, un equilibrio tra conservazione, ricerca e fruizione pubblica.
Ventura ha espresso la necessità di salvaguardare l’integrità della visione complessiva, evitando frammentazioni e garantendo una coerenza nell’approccio alle diverse iniziative.
Una delle sfide più urgenti, come sottolineato dalla nuova Soprintendente, è la carenza di spazi adatti alla conservazione dei materiali archeologici.
Questa problematica, purtroppo comune in molti contesti italiani, rischia di compromettere la tutela e la fruibilità del patrimonio.
La ricerca di soluzioni innovative e sostenibili in questo ambito sarà, quindi, una priorità per la Soprintendenza, con l’obiettivo di garantire la conservazione a lungo termine delle testimonianze del passato e la possibilità di condividerle con le generazioni future.
La sua nomina si pone, quindi, come punto di partenza di un percorso ambizioso volto a rafforzare la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale friulano, in un’ottica di sviluppo sostenibile e di dialogo con il territorio.








