Un appello alla riflessione, un invito al ripensamento: è il messaggio che il Comitato No Ovovia rivolge al sindaco Roberto Dipiazza, un monito volto a sollecitare una rivalutazione critica di un progetto infrastrutturale che sta dividendo la comunità triestina.
William Starc, portavoce del comitato, ha espresso questa posizione in un contesto di dialogo costruttivo, rifiutando l’approccio accusatorio e privilegiando l’esigenza di un senso di responsabilità nei confronti della città.
Al centro della disputa, la realizzazione della cabinovia metropolitana Trieste-Porto Vecchio-Carso, un’opera che, a detta del comitato, necessita di una trasparenza radicale e di una verifica approfondita.
La vicenda si fa sempre più complessa e onerosa per le casse comunali, come evidenziato dall’urgente variazione di bilancio approvata dal Consiglio comunale, che ha sbloccato 30 milioni di euro per coprire una parte dei costi, in attesa di ulteriori finanziamenti ministeriali.
Una cifra considerevole, che solleva interrogativi legittimi sulla sostenibilità economica e sulla priorità strategica di un’opera che, inizialmente, era stata promessa come esente da oneri per la collettività.
Per contribuire a una comprensione più ampia e accessibile della questione, il Comitato No Ovovia ha organizzato un evento aperto a tutta la cittadinanza per lunedì 12 gennaio.
L’iniziativa, dal taglio ironico e culturale, si propone di ripercorrere le tappe fondamentali della vicenda attraverso la proiezione di cinque video realizzati dal regista Davide Salucci.
Questi video, ispirati a cinque aggettivi che descrivono, a giudizio del comitato, la natura problematica dell’opera – insostenibile, impattante, illegittima, insicura e inutile – mirano a stimolare il dibattito e a fornire al pubblico gli strumenti per formarsi un’opinione informata.
L’evento non si limita alla mera esposizione di contenuti audiovisivi.
Saranno previsti interventi di esperti del settore, in grado di fornire analisi tecniche e giuridiche più dettagliate.
Inoltre, sarà data la parola al pubblico, offrendo l’opportunità di porre domande e di confrontarsi direttamente con i rappresentanti del comitato e con gli esperti.
“Dopo anni di documentazione tecnica, sentenze legali e commenti, è necessario anche un momento di respiro, un’occasione per affrontare la questione con leggerezza e creatività”, ha dichiarato Starc, sottolineando l’importanza di un approccio multidisciplinare per comprendere a fondo le implicazioni di un progetto di tale portata e per favorire un dialogo costruttivo che coinvolga l’intera comunità triestina.
L’obiettivo è chiaro: promuovere una riflessione critica e incoraggiare il sindaco a riconsiderare attentamente le scelte che ne determineranno il futuro.






