La recente riforma legislativa in materia di Protezione Civile rappresenta un punto di svolta cruciale per il delicato equilibrio tra responsabilità, volontariato e sicurezza, con l’obiettivo primario di alleggerire il peso sanzionatorio gravante sui sindaci e coordinatori, spesso impegnati in contesti di emergenza complessi.
La Regione Friuli Venezia Giulia, attraverso un percorso di confronto costruttivo con il Governo, ha promosso modifiche sostanziali al Decreto Legislativo 81/2008, culminate nella Legge 198/2025, che introducono il nuovo articolo 3bis, delineando con maggiore precisione i ruoli, le responsabilità e i limiti di azione degli attori coinvolti.
L’elemento centrale della riforma risiede nella revisione del precedente sistema sanzionatorio, caratterizzato da un’eccessiva penalizzazione che si scontrava con la natura non retribuita e altruistica dell’attività di volontariato.
L’abbandono delle sanzioni penali, a favore di un regime interdittivo e amministrativo più proporzionato, testimonia una volontà di valorizzare il contributo dei volontari, garantendo al contempo la salvaguardia della sicurezza pubblica.
La possibilità di interdizione dalle attività di Protezione Civile per i rappresentanti legali, in caso di inadempienze riguardanti la formazione, l’adozione dei Dispositivi di Protezione Individuale (DPI) e l’effettuazione dei controlli sanitari, si affianca alla possibilità di una sanzione pecuniaria per i sindaci, quando il ruolo di rappresentante legale si sovrappone alla carica amministrativa.
Anche i volontari, con o senza funzioni di coordinamento, possono vedersi imporre un’interdizione temporanea in caso di violazione degli obblighi di sicurezza.
La riforma, quindi, non si limita alla rimodulazione delle sanzioni, ma affronta anche aspetti cruciali come le coperture assicurative, il rafforzamento delle polizze e la tutela legale, contribuendo a creare un quadro normativo più chiaro e funzionale.
L’obiettivo primario della Regione è stato quello di superare un’equiparazione ritenuta inadeguata tra i volontari di Protezione Civile e i lavoratori o dirigenti disciplinati dal D.
Lgs.
81/2008, riconoscendo la peculiarità del servizio civile e l’assenza di un rapporto di lavoro subordinato.
Si tratta di un passo importante per bilanciare l’esigenza di garantire la sicurezza e la responsabilità con la necessità di incentivare la partecipazione attiva dei cittadini in attività di volontariato, in un contesto in cui la resilienza territoriale e la capacità di risposta alle emergenze dipendono sempre più dalla collaborazione tra istituzioni e comunità locale.
Pur riconoscendo la comprensibilità di alcuni dubbi e perplessità, l’impegno della Regione è orientato a fornire chiarimenti e supporto per una piena applicazione della riforma, promuovendo una cultura della sicurezza basata sulla consapevolezza, la formazione continua e la responsabilità condivisa.

