Un anno è trascorso da quando la scomparsa di Mattia Cossettini, il bambino di nove anni originario del Friuli, ha lasciato un vuoto incolmabile nel cuore di una comunità intera.
Il 6 gennaio 2025, una vacanza a Marsa Alam, in Egitto, si è tragicamente interrotta, segnando l’inizio di un lutto profondo che ancora pesa sulle famiglie e sugli amici del piccolo.
In segno di commosso ricordo, due cerimonie religiose sono state officiate a Tavagnacco e Tricesimo, luoghi cari al bambino, unendo una folla di persone desiderose di condividere il dolore e onorare la sua breve esistenza.
Oltre alle parole di conforto e preghiera, un momento musicale particolarmente intenso ha accompagnato le celebrazioni, un’eco malinconica che ha fatto risuonare la sua assenza.
Al culmine di questo abbraccio collettivo, il padre, Marco Cossettini, ha espresso una profonda amarezza: dodici mesi dopo la tragedia, la situazione in Egitto sembra congelata in un limbo di indifferenza.
La sua testimonianza tagliente non si è limitata a un semplice sfogo di dolore, ma ha lanciato un grido di allarme.
“Nulla è cambiato,” ha dichiarato, denunciando una preoccupante assenza di responsabilità e una stagnazione che contrasta con la necessità di un cambiamento radicale.
La sua azione, così come quella della famiglia, si configura come un tentativo di trascinare l’attenzione pubblica oltre le finte lusinghe di un turismo patinato, ben oltre le mura protettive dei resort.
Cossettini non intende condannare un intero paese, ma solleva un velo sull’evidenza di disuguaglianze profonde e una realtà sociale che si rivela ben lontana dagli standard minimi di dignità umana: una condizione descritta con lucidità, come appartenente a un contesto di sviluppo arretrato, forse addirittura inferiore al terzo o quarto mondo.
L’obiettivo non è solo quello di sensibilizzare, ma di stimolare un dibattito più ampio sulle responsabilità del turismo internazionale, sulla necessità di un controllo più rigoroso delle condizioni di sicurezza e, soprattutto, sull’imperativo di garantire condizioni di vita dignitose per tutti, anche al di là delle soglie dorate delle strutture alberghiere.
La memoria di Mattia, così, si trasforma in un monito per un futuro più giusto e trasparente.

