Nel cuore del Nord Italia, a Verona, si è concretizzata un’azione di contrasto all’evasione fiscale di portata significativa, con la Guardia di Finanza che ha eseguito un sequestro preventivo finalizzato alla confisca di oltre 33 milioni di euro.
L’operazione, coordinata dall’European Public Prosecutor’s Office (EPPO) di Venezia, rivela l’esistenza di un’articolata rete criminale transnazionale specializzata in frodi Iva nel settore del commercio all’ingrosso di prodotti per la detergenza e la cura della persona, un’attività apparentemente banale ma che cela dinamiche finanziarie complesse e un impatto erosivo sul bilancio pubblico.
L’indagine, protrattasi per oltre un anno e innescata da segnalazioni relative ad attività sospette in società veronesi, ha svelato un sofisticato schema fraudolento che sfruttava la mobilità transfrontaliera e la complessità delle normative fiscali europee.
Il sistema si fondava sull’utilizzo di società estere, spesso “cartiere” o entità fittizie, residenti in paesi con regimi fiscali più favorevoli, per effettuare acquisti di prodotti da grossisti italiani, primariamente veronesi, senza l’applicazione dell’IVA.
Questi beni venivano poi ceduti meramente “sulla carta” a società fantasma, collocate prevalentemente in Campania, che a loro volta li trasferivano a ulteriori società filtro, omettendo sistematicamente il versamento delle imposte dovute.
L’elemento cruciale di questa frode non era solo la sottrazione all’IVA, ma anche la conseguente creazione di una distorsione del mercato.
L’evasione fiscale, quantificata in 33,8 milioni di euro, consentiva ai responsabili di implementare strategie di pricing estremamente aggressive, immettendo nel mercato nazionale prodotti a prezzi artificialmente bassi, in grado di penalizzare le aziende oneste che operano nel rispetto delle normative vigenti.
Questa pratica, oltre a danneggiare la concorrenza leale, priva lo Stato di risorse fondamentali destinate a finanziare servizi pubblici essenziali.
L’operazione, frutto di una collaborazione sinergica tra gli uffici della Procura Europea italiana e croata, ha permesso di ricostruire la filiera criminale, individuando sette individui ritenuti figure chiave dell’associazione a delinquere, con sede operativa in Campania, e ventisette associati formalmente identificati come amministratori delle società coinvolte nella frode.
Per questi ultimi, si valuta l’applicazione di misure cautelari personali, a testimonianza della gravità dei reati contestati.
Le perquisizioni, simultanee e coordinate, hanno visto il coinvolgimento di unità finanziarie provenienti da diverse località, sia nel Nord che nel Sud Italia, testimoniando la dimensione nazionale dell’indagine.
Parallelamente, sono state condotte azioni di controllo anche in Croazia, che hanno portato all’arresto di alcuni indagati, confermando il carattere transfrontaliero e l’organizzazione internazionale della rete criminale.
Questa complessa azione di contrasto sottolinea l’impegno crescente delle autorità europee nel combattere l’evasione fiscale transfrontaliera e nel proteggere l’integrità del mercato interno.

