Il Decennio delle Fratture: Dalle Torri Gemelle alla Crisi del Liberalismo GlobaleIl saggio di Giacomo Lagona offre una disamina lucida e angosciante del ventennio che ha segnato una svolta epocale nella storia contemporanea, un’era definita non da una nuova stabilità, ma da una proliferazione di conflitti e dall’erosione progressiva di un ordine internazionale fragile e profondamente compromesso.
Lungi dall’annunciare la fine della storia come auspicato da alcuni, Lagona documenta la sua radicale trasformazione, un processo accelerato dagli eventi traumatici dell’11 settembre 2001.
Il libro non si limita a una cronologia degli eventi, ma ne indaga le radici profonde e le conseguenze a lungo termine.
L’attentato alle Torri Gemelle, anziché consolidare un’azione unitaria della comunità internazionale, innescò una spirale di interventi militari, prima in Afghanistan e poi in Iraq, con un costo umano e finanziario devastante: quasi un milione di vittime, decine di milioni di sfollati e una spesa pubblica che si aggira agli 8.000 miliardi di dollari.
Queste guerre, presentate come lotta al terrorismo, si rivelarono terreno fertile per l’ascesa di nuove minacce e l’esacerbazione di tensioni preesistenti.
Parallelamente, l’analisi di Lagona svela come la “guerra al terrore” servisse da pretesto per l’erosione delle libertà civili e l’affermazione di misure repressive giustificate in nome della sicurezza nazionale.
Guantanamo, il Patriot Act e la normalizzazione dello stato di emergenza incarnano questa deriva autoritaria, che ha minato i principi fondamentali delle democrazie occidentali.
La crisi finanziaria del 2007-2008 rappresenta un ulteriore punto di svolta.
Il collasso di Lehman Brothers, i mutui subprime e il salvataggio bancario, percepito come un privilegio per pochi a discapito della stragrande maggioranza, alimentarono un profondo senso di ingiustizia e sfiducia nelle istituzioni.
Questo sentimento di abbandono, inasprito dalle disuguaglianze economiche crescenti, ha creato le condizioni ideali per l’ascesa di movimenti populisti e nazionalisti, che hanno saputo capitalizzare sulla rabbia e la frustrazione di ampi strati della popolazione.
Le Primavere Arabe, inizialmente interpretate come un’ondata di speranza per il cambiamento democratico, si sono tragicamente trasformate in guerre civili e restaurazioni autoritarie.
Il fallimento dell’intervento occidentale in Siria, segnato dalla riluttanza di Obama a far rispettare la “linea rossa”, ha sancito il ritorno di Mosca come attore geopolitico di primo piano, riaffermando la sua influenza nella regione.
Il 2013, secondo Lagona, segna un punto di non ritorno, con l’emergere di modelli alternativi all’ordine liberale tradizionale.
La sfera d’influenza russa, volta a proteggere i propri interessi strategici, e l’iniziativa Belt and Road cinese, un progetto infrastrutturale di portata globale finalizzato a consolidare l’egemonia economica di Pechino, rappresentano una sfida diretta al dominio occidentale.
Il conflitto in Ucraina, l’annessione della Crimea e il ritorno della guerra nel cuore dell’Europa testimoniano l’aggravarsi delle tensioni geopolitiche.
La competizione tecnologica tra Stati Uniti e Cina, un nuovo campo di battaglia per la supremazia globale, accentua il declino relativo del potere occidentale.
La democrazia liberale, un tempo presentata come il modello di governo universale, si trova oggi a essere una forma di governo tra le altre, esposta alle stesse debolezze e contraddizioni degli altri sistemi politici.
Lagona, con la sua esperienza di analista geopolitico, ci offre un quadro complesso e inquietante di un mondo in transizione, un mondo segnato da conflitti, disuguaglianze e incertezze.
Il suo libro non è solo una ricostruzione degli eventi passati, ma anche un monito per il futuro, un invito a riflettere sulle radici della crisi globale e a cercare nuove vie per un ordine internazionale più giusto e sostenibile.

