Il Trieste Science+Fiction Festival celebra il suo venticinquesimo anniversario con un’edizione ambiziosa, un crocevia di visioni cinematografiche provenienti da ogni angolo del globo.
Dalle luci della ribalta hollywoodiana alle narrazioni più intime e sperimentali, la rassegna, curata da La Cappella Underground, si configura come un punto di riferimento imprescindibile per gli amanti del cinema di genere, un’oasi di immaginazione e innovazione culturale.
La cerimonia d’apertura, prevista per il 28 ottobre al Politeama Rossetti, darà il via a una programmazione ricchissima, inaugurata con “The Shrinking Man” di Jan Kounen, un’opera che invita alla riflessione sui limiti dell’esistenza e sulla resilienza umana.
Alan Jones, direttore artistico, sottolinea l’impegno costante del festival a mantenere la sua identità unica: un palcoscenico globale dedicato interamente al cinema di fantascienza, un luogo dove voci nuove e coraggiose possono trovare spazio e risonanza.
Quest’anno, l’eclettismo della selezione promette sorprese ad ogni visione.
Oltre ai blockbuster imperdibili, che cattureranno l’attenzione del grande pubblico, la rassegna esplorerà territori inesplorati con film indipendenti eccentrici, documentari stimolanti che interrogano il presente e il futuro, e riscoprirà classici dimenticati, illuminati da una nuova prospettiva.
L’attenzione alla qualità si riflette anche nella presenza di ospiti di spicco, tra cui il regista Gabriele Mainetti, incaricato di presiedere la giuria del Premio Asteroide, e lo scrittore di fantascienza Ted Chiang, autore di opere che hanno ridefinito i confini del genere.
Il festival non si limita alla proiezione di film.
Il Fantastic Film Forum, dedicato ai professionisti del settore, offrirà un’opportunità unica di networking e confronto.
Mondofuturo, il ciclo di conferenze con divulgatori scientifici, aprirà uno sguardo sui mondi possibili, interrogando le implicazioni etiche e sociali delle nuove tecnologie.
Masterclass tenute da esperti del settore, presentazioni di libri inediti, mostre evocative e feste a tema completeranno l’offerta culturale, creando un’esperienza immersiva per il pubblico.
Una sezione particolarmente innovativa è “Artificial Universe”, un concorso fuori concorso dedicato ai cortometraggi nati dalla collaborazione tra creatività umana e intelligenza artificiale, un’esplorazione audace delle nuove frontiere della creazione cinematografica.
Allo stesso modo, gli “Ivipro Days” celebrano il videogioco come strumento narrativo potente, capace di raccontare storie legate al territorio e al patrimonio culturale, dimostrando la sua capacità di connettere passato, presente e futuro in modi inaspettati.
Il Trieste Science+Fiction Festival si conferma quindi un evento vivo, in continua evoluzione, un punto di incontro tra arte, scienza e tecnologia, un invito a sognare, interrogare e immaginare il domani.

