Artigianato Fvg, 2026: tra incertezza e segnali di ripresa

Il 2026 si presenta come un anno di transizione per il tessuto imprenditoriale artigiano del Friuli Venezia Giulia, un panorama segnato da un’incertezza strutturale che ne condiziona dinamiche e prospettive.
Confartigianato Fvg, nel suo ultimo report, dipinge un quadro in cui le tensioni geopolitiche globali, lungi dall’essere mitigate, agiscono da freno agli investimenti e alla ripresa dei consumi, generando un clima di cautela diffusa.
L’analisi di Confartigianato Fvg, guidata dal Presidente Graziano Tilatti, evidenzia come l’attuale contesto internazionale, caratterizzato da instabilità e imprevedibilità, stia impattando negativamente sulla propensione al rischio degli imprenditori, tradizionalmente animati da spirito innovativo.
Questa cautela si riflette nella sospensione o nel rinvio di progetti di espansione e di ammodernamento, nonché in una contrazione della domanda da parte delle famiglie, più orientate a preservare il proprio potere d’acquisto.
Nonostante le ombre, emergono segnali di resilienza e opportunità.
A livello regionale, l’impegno del Cata (Consorzio di Assistenza Tecnica e Agroalimentare) si concretizza in un aumento di 7 milioni di euro destinati a incentivare le imprese, un segnale di sostegno concreto.
L’attivazione di un nuovo canale di finanziamento dedicato all’artigianato tipico rappresenta un’opportunità cruciale per salvaguardare e valorizzare le eccellenze locali, spesso minacciate dalla globalizzazione e dalla standardizzazione dei prodotti.
L’attenzione alla diffusione dell’intelligenza artificiale, con misure mirate a supportare l’adozione di tecnologie avanzate, apre la strada a un salto di qualità per le imprese, consentendo loro di ottimizzare i processi produttivi, migliorare l’efficienza e creare nuovi prodotti e servizi.

A livello nazionale, permangono criticità che necessitano di un’azione correttiva.
L’aumento dell’accisa sui gasolio per autotrasporto penalizza un settore strategico per l’economia regionale, mentre l’eliminazione della rateizzazione delle plusvalenze e l’introduzione della ritenuta d’acconto nei pagamenti B2B (dal 2028) rischiano di appesantire la situazione finanziaria delle imprese.
Oltre alle questioni congiunturali, si prospettano sfide strutturali di lungo periodo.
La carenza di manodopera qualificata rappresenta un collo di bottiglia che limita la crescita e l’innovazione.
Parallelamente, il problema del ricambio generazionale, con un numero crescente di artigiani che vanno in pensione senza che i loro figli o altri giovani prendano il loro posto, rischia di impoverire il patrimonio di competenze e conoscenze che costituisce la linfa vitale dell’artigianato.

Il Segretario di Confartigianato Fvg, Enrico Eva, pur definendo la recente legge di bilancio nazionale “equilibrata”, sottolinea l’importanza cruciale del recente dietrofront governativo in merito alla compensazione tra crediti fiscali e debiti previdenziali.

Il Friuli Venezia Giulia si conferma, inoltre, un esempio virtuoso per il supporto alle microimprese, grazie a una Finanziaria regionale all’avanguardia.
In definitiva, il 2026 si configura come un anno di prova per l’artigianato friulano, un percorso accidentato che richiederà capacità di adattamento, visione strategica e un forte impegno da parte delle istituzioni per sostenere le imprese e garantire la salvaguardia di un settore che rappresenta un pilastro dell’identità e dell’economia regionale.

- pubblicità -
- Pubblicità -
- pubblicità -
Sitemap