Il panorama occupazionale del Friuli Venezia Giulia si proietta verso il 2026 con segnali di vivace dinamismo, segnando una chiara inversione di tendenza rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.
L’analisi dettagliata, recentemente diffusa attraverso il bollettino “Excelsior”, rivela un’intenzione marcata da parte del tessuto imprenditoriale regionale a rafforzare il proprio organico, con circa un quinto delle aziende in procinto di assumere nuove risorse.
Questo si traduce in un potenziale incremento di circa 11.000 posizioni lavorative, un dato che testimonia una rinnovata fiducia nel futuro economico del territorio.
L’evoluzione positiva è particolarmente evidente nel settore dei servizi, vero motore della crescita occupazionale, con 6.510 nuove opportunità.
L’industria manifatturiera e il comparto delle utilities contribuiscono anch’essi in modo significativo, seppur in misura minore, con 3.010 e 870 assunzioni rispettivamente.
All’interno del settore terziario, spiccano i servizi alle imprese (2.470 entrate) e il turismo (1.470), che riflettono l’importanza strategica di questi ambiti per l’economia regionale.
Un numero rilevante di posizioni, quasi 1.300, si concentra nel commercio e nei servizi alla persona, sottolineando la vitalità del tessuto commerciale locale.
Un elemento cruciale da sottolineare è l’attenzione delle imprese alla qualificazione delle risorse umane: il 62% delle nuove assunzioni richiede un’esperienza professionale specifica o pregressa nel settore, indicando una ricerca di competenze mirate.
Questa focalizzazione, tuttavia, si scontra con una problematica diffusa: il 56% delle aziende esprime preoccupazione per la difficoltà di reperire profili in linea con le proprie esigenze, evidenziando un potenziale mismatch tra domanda e offerta di lavoro.
Antonio Paoletti, presidente della Cciaa Venezia Giulia, evidenzia come il 2025 sia stato un anno di crescita significativa e attribuisce fiducia nelle misure di sostegno all’occupazione promosse dall’assessore regionale Alessia Rosolen, che dovrebbero amplificare ulteriormente il trend positivo nel 2026.
L’introduzione del nuovo Codice integrato per il commercio e il turismo, promossa dall’assessore regionale Sergio Emidio Bini, è vista come un ulteriore fattore di sviluppo e di creazione di opportunità lavorative.
Giovanni Da Pozzo, presidente della Cciaa Pordenone-Udine, condivide un sentimento di ottimismo, sottolineando come l’inizio dell’anno con una tendenza positiva infonda fiducia.
Tuttavia, pone l’attenzione sulla complessa situazione geopolitica internazionale, che introduce elementi di incertezza sulle previsioni occupazionali del primo trimestre gennaio-marzo.
Nonostante ciò, il settore dei servizi, e in particolare il turismo, continuano a mostrare una performance robusta, trainando la crescita occupazionale e compensando, in parte, le possibili contrazioni in altri settori.
La resilienza del turismo, in particolare, emerge come un elemento chiave per sostenere l’economia regionale in un contesto globale instabile.






