L’episodio del gol del pareggio di Davis in Udinese-Lazio ha riacceso il dibattito sull’interpretazione del tocco di mano e la successiva applicazione del concetto di immediatezza, sollevando interrogativi cruciali per la correttezza delle decisioni arbitrali.
Gianluca Rocchi, designatore della Can, intervenendo a Sky Sport durante la trasmissione “Open VAR”, ha fornito una disamina approfondita, esprimendo una prospettiva che oscilla tra la comprensione della difficoltà interpretativa e la difesa del giudizio espresso dagli arbitri sul campo.
Rocchi, sottolineando la sua passione per il calcio, ha affermato che il gol in questione, pur presentando elementi che avrebbero potuto giustificare l’annullamento, non lo meritava.
La natura fortuita del contatto, un tocco di braccio in posizione ritenuta chiusa o involontaria, ha giocato un ruolo determinante nella sua valutazione.
Questa affermazione rivela una tensione intrinseca: la volontà di applicare la normativa, pur riconoscendo la potenziale ambiguità che essa presenta.
Il fulcro della discussione è l’elemento temporale, l'”immediatezza” con cui il gol è seguito dal tocco di mano.
Rocchi, con franchezza, ha ammesso la complessità di questo aspetto.
Come arbitro, riconosce la necessità di una maggiore chiarezza normativa, assumendosi la responsabilità di un tema che genera confusione e frustrazione tra i tifosi.
L’avverbio “immediatamente” si rivela un ostacolo nell’applicazione coerente della regola, rendendo difficile fornire risposte oggettive e soddisfacenti.
Rocchi ha poi spiegato come, nel caso specifico, l’azione di Davis non potesse essere considerata immediata.
Il giocatore, dopo il contatto con la mano, ha compiuto una sequenza di finte e dribbling, un’azione che, a suo dire, esclude la possibilità di definire il gesto come immediato.
Questa analisi mette in luce la necessità di una valutazione dinamica e contestuale, che tenga conto della complessità delle azioni di gioco e non si limiti a una lettura superficiale dell’evento.
La dichiarazione finale di Rocchi rivela una sincera difficoltà nel comprendere, da esterno, la decisione presa sul campo.
Questa onestà, pur evidenziando l’impossibilità di fornire risposte univoche, sottolinea l’importanza della fiducia nei confronti degli arbitri, i quali operano in un contesto di pressione e in tempi rapidissimi, costretti a prendere decisioni che possono influenzare l’esito della partita.
L’episodio, pertanto, non è solo una questione di interpretazione regolamentare, ma anche un’occasione per riflettere sull’evoluzione del gioco e sulla necessità di un dialogo continuo tra arbitri, leghe e mondo del calcio per migliorare la chiarezza e la coerenza delle decisioni.







