Udinese, accordo sulla vicenda Mandragora: multa e chiusura del procedimento.

La vicenda giudiziaria che ha coinvolto l’Udinese Calcio nel contesto delle presunte plusvalenze artificiali relative al trasferimento di Rolando Mandragora si conclude con un accordo che sancisce la chiusura del procedimento disciplinare avviato dalla Procura Federale.
Dopo un deferimento notificato a dicembre, il Tribunale Federale Nazionale della FIGC ha esaminato le proposte di accordo presentate dalle parti coinvolte, valutando la correttezza della ricostruzione fattuale e la proporzionalità delle sanzioni suggerite.
L’accordo raggiunto elude la definizione formale di responsabilità penali, privilegiando una via procedurale alternativa che mira a una risoluzione pragmatica della controversia.
Il Tribunale ha ritenuto che l’iter di accordo proposto fosse adeguato a mitigare le ripercussioni della vicenda, evitando un processo contenzioso più lungo e potenzialmente più gravoso.
L’esito di questa mediazione si traduce in un’ammenda pecuniaria di 10.700 euro, imposta sia alla società Udinese Calcio che ai dirigenti Stefano Campoccia, all’epoca vice presidente, e Franco Collavino, direttore generale.
Quest’ultimo, in particolare, ricopre attualmente un ruolo di rilievo all’interno della Juventus, aggiungendo un ulteriore livello di complessità e di interesse mediatico alla vicenda.

L’assenza di penalizzazioni in termini di punti in classifica rappresenta un sollievo significativo per la società friulana, consentendole di proseguire la propria attività sportiva senza ulteriori ripercussioni sulla posizione in campionato.
Tuttavia, la vicenda solleva interrogativi più ampi relativi alla trasparenza e alla correttezza delle operazioni finanziarie nel calcio italiano, e mette in luce la delicatezza dei rapporti tra le società e le autorità di controllo.

Questo accordo, sebbene risolutivo a livello procedurale, non esaurisce la discussione sulle pratiche contabili e di valutazione dei giocatori che sono state al centro delle indagini più ampie che hanno coinvolto diverse squadre di Serie A negli ultimi anni.
L’attenzione rimane focalizzata sulla necessità di una maggiore chiarezza e di controlli più stringenti per garantire l’integrità del sistema sportivo e la parità di condizioni tra le partecipanti.

La vicenda Mandragora, dunque, si chiude con un punto interrogativo sulle dinamiche finanziarie del calcio moderno e sulla necessità di una riforma più profonda dei meccanismi di gestione delle plusvalenze.

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