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Esteri

Trump: "Con Meloni ho un grande rapporto". L'attacco alla Norvegia sul Nobel: "Macchia indelebile"

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Trump-Putin, accordo per diesel russo agli Usa. L'ira di Zelensky: "E' indegno"

“Giorgia Meloni? Con lei ho un grande rapporto. Andiamo d'accordo”. Lo ha detto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump parlando con i giornalisti alla Casa Bianca. Alla domanda su un possibile incontro al G20 con la premier italiana, ha risposto: “Probabilmente”. Poi l'attacco alla Norvegia sul Nobel per la Pace: ''Gli Stati Uniti d'America, rappresentati da me come presidente, avrebbero dovuto ricevere il Premio Nobel per la Pace, ma non l'hanno ricevuto. Questa è una macchia indelebile per la Norvegia. Non dimenticheremo". E su Navi Pillay. ''Una di cui nessuno ha mai sentito parlare - ha tagliato corto - la Norvegia è un Paese corrotto''. 

 

Nel frattempo il tycoon ha portato a casa l' accordo con Vladimir Putin: la Russia fornirà gasolio agli Stati Uniti. Washington ha cancellato le sanzioni energetiche contro Mosca, infliggendo un duro colpo all'Ucraina di Volodymyr Zelensky, sorpresa da "una decisione indegna" che può incidere in maniera decisiva sulla guerra.  

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Ad annunciare l'intesa è stato Trump, con un post trionfale sul social Truth dopo il colloquio telefonico - il sesto dell'anno - con il presidente russo. "Ho appena concluso un colloquio di grande successo con il presidente della Russia Vladimir Putin, nel corso del quale è stato concordato che la Russia fornirà immediatamente oltre 300.000 tonnellate di gasolio ai mercati americano e globale, altre 500.000 tonnellate nel mese di novembre e 1.000.000 di tonnellate subito dopo. Inoltre, in base alla capacità delle loro raffinerie, la Russia consegnerà poi, in tempi brevi, 3.000.000 di tonnellate di gasolio", le cifre snocciolate dal presidente americano nella serata italiana di venerdì. Lo stop alle sanzioni energetiche nei confronti della Russia dura almeno fino al 7 aprile 2027. Trump punta a monetizzare immediatamente, con effetti sulle elezioni di midterm in programma il 3 novembre. 

"Grazie al nostro controllo totale dello Stretto di Hormuz e a questo importante annuncio sull'energia russa, i prezzi del gasolio per gli americani – e per il mondo intero – caleranno rapidamente e in misura record", dice Trump, che nell'evento organizzato alla Casa Bianca per il Columbus Day, con la comunità italoamericana corteggiata in vista del voto, fornisce gli ultimi numeri relativi al petrolio proveniente dal Golfo Persico: "Nelle ultime 24 ore abbiamo fatto uscire 28 milioni di barile dallo Stretto di Hormuz". Le nuove forniture di diesel, secondo la Casa Bianca, determineranno l'auspicato calo dei prezzi sul mercato nazionale: "Garantire prezzi più bassi per gli americani, in particolare per i nostri grandi agricoltori, allevatori e autotrasportatori, è la mia massima priorità. Si tratta di un annuncio di grande peso e importanza. Va inoltre chiarito che l'Iran non otterrà armi nucleari", ha detto Trump. 

"L'accordo è una cosa grossa, arriverà un'enorme quantità di diesel nel nostro paese. Voglio ringraziare il presidente Putin", ha detto poi Trump parlando con i giornalisti alla Casa Bianca e ignorando di fatto le domande sui commenti amareggiati di Zelensky. "Noi siamo un partner forte, abbiamo bisogno di gasolio per il mondo". 

 

L'accordo è una doccia gelata per l'Ucraina, sorpresa - per non dire 'tradita' - mentre a Miami vanno in scena i colloqui tra Steve Witkoff e Jared Kushner, emissari di Trump, e i negoziatori di Kiev. Il presidente Zelensky usa toni durissimi dopo la decisione "indegna e debole. Il nostro team è stato usato come una copertura. Non è certamente onesto, non è certamente degno dei nostri partner e, a mio avviso, è una decisione debole". 

Il leader ucraino sa perfettamente quali sono le conseguenze che l'intesa può innescare: la Russia avrà a disposizioni ulteriori risorse da investire nella guerra e confida nel pressing di Trump che continuerà a chiedere a Kiev di non colpire gli impianti petroliferi del nemico. Kiev, però, non è orientata a modificare la propria strategia bellica: le raffinerie russe rimarranno nel mirino. "I regali a Putin non porteranno la pace né alcun beneficio al mondo civilizzato. La pace non si raggiunge mai con la debolezza", commenta Zelensky, deluso dalle ultime svolte maturate a livello internazionale. "Di recente c'è stata una decisione europea di revocare le sanzioni contro gli oligarchi russi. Dopo di ciò, gli attacchi e gli abusi russi contro la popolazione sono solo aumentati''. 

 

Fonte: Adnkronos
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