Ucraina, attacco missilistico russo su Kharkiv: almeno 3 morti. Il giallo della tregua energetica tra Mosca e Kiev
E' di almeno 3 morti e 25 feriti il bilancio di un attacco missilistico russo contro una zona residenziale nella comunità di Pisochyn, alla periferia di Kharkiv, nell'est dell'Ucraina, secondo quanto riportato dalla Polizia nazionale ucraina. Tra le vittime figurano un ragazzo di 16 anni, una ragazza di 19 e una donna di 51, secondo quanto riferito dalle autorità, in un raid che ha colpito in una zona residenziale densamente popolata, vicino a un negozio di alimentari e a diversi edifici residenziali, provocando un incendio, che è stato domato.
"L'attacco si inserisce in una giornata tragica per Kharkiv, la seconda città più grande dell'Ucraina - si legge su 'The Kyiv Independent -. In precedenza, l'11 ottobre, due bombe hanno colpito il quartiere di Nemyshlyanskyi, uccidendo una persona e ferendone almeno altre otto". "Solo questa settimana, i russi hanno lanciato circa 1.450 bombe aeree, 75 missili di vario tipo e oltre 1.640 droni d'attacco, di cui circa il 60% a reazione", ha detto il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky.
Militari russi nelle zone di Odessa, Kryvyi Rih e Pyatikhatka, nella regione di Dnipropetrovsk, hanno distrutto quattro locomotive in dotazione alle Forze armate ucraine. Lo ha reso noto il ministero della Difesa russo. "Il ministero della Difesa ha pubblicato filmati della distruzione di quattro locomotive utilizzate dalle Forze Armate ucraine nelle zone di Odessa, Kryvyi Rih e Pyatikhatki, nella regione di Dnipropetrovsk, da parte di specialisti delle Truppe per i Sistemi Senza Pilota utilizzando il drone Geran", ha precisato. Intanto il sindaco di Mosca, Sergei Sobyanin, ha annunciato che il sistema di difesa aerea ha respinto un attacco di 16 droni. "Sedici droni sono stati distrutti dai sistemi di difesa aerea del Ministero della Difesa. I servizi di emergenza stanno lavorando sul luogo dell'incidente", ha scritto sul suo canale Max.
Intanto è giallo sulla tregua energetica annunciata tra Russia e Ucraina annunciata dal presidente Usa, Donald Trump, ma il cessate il fuoco è avvolto nel mistero. Il tycoon sostiene che Mosca e Kiev abbiano accettato di fermare gli attacchi contro le rispettive infrastrutture energetiche. Dal Cremlino non arriva nessuna conferma. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky sostiene di non essere stato informato in anticipo, chiede a Washington di precisare quando dovrebbe entrare in vigore il cessate il fuoco e denuncia bombardamenti russi anche dopo l’annuncio.
Secondo il Financial Times, che cita funzionari europei, gli Stati Uniti starebbero minacciando di bloccare il sistema di approvvigionamento delle armi destinate all'Ucraina per spingere Kiev a interrompere gli attacchi in profondità contro le infrastrutture energetiche russe.
Secondo Axios al momento la Russia non avrebbe accettato alcun tipo di cessate il fuoco, mentre l'Ucraina "ne vuole uno che vieti gli attacchi alle centrali elettriche".
Le elezioni in Ucraina si terranno dopo la fine della guerra, quindi quello che bisogna fare è premere sulla Russia perché "ponga fine" al conflitto. Lo dice l'Alta Rappresentante dell'Ue Kaja Kallas, rispondendo, da Lussemburgo, in merito alle parole del presidente degli Usa Donald Trump contro il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. "Quasi tutte le costituzioni - ricorda - prevedono che, in tempo di guerra, non si possano tenere elezioni. So che anche Zelensky ha dichiarato di essere disposto a indire elezioni il prima possibile, qualora si giungesse a un cessate il fuoco". "Tuttavia - continua - le elezioni comportano inevitabilmente scontri tra diverse fazioni interne al Paese proprio mentre si subiscono attacchi dall'esterno; per questo è fondamentale mantenere l'unità della popolazione durante il conflitto. Se si eserciterà la giusta pressione sulla Russia affinché ponga fine alla guerra, sono certo che l'Ucraina terrà le elezioni", conclude.
"Personalmente vorrei che il cessate il fuoco" in Ucraina "riguardasse anche smettere di uccidere le persone, non solo le infrastrutture energetiche", che "naturalmente sono molto importanti", in particolare in vista dell'inverno, ha detto ancora Kallas. Se la guerra in Ucraina finisse, "non ci sarebbero attacchi alle infrastrutture energetiche" in Russia, "e l'unico modo per finirla è fare maggiore pressione su Mosca". Gli Usa sono "naturalmente il nostro principale alleato", ma "vorremmo che applicassero sanzioni contro la Russia, in modo da porre fne alla guerra", perché "gli attacchi alle raffinerie non sarebbero necessari, se la guerra finisse", ha aggiunto dopo l'accordo sull'importazione di gasolio russo negli Usa annunciato dal presidente americano Donald Trump.





