Borse mondiali in allarme sulle prossime mosse della BCE e della Fed: l’oro sfreccia, il debito sovrano sprofonda

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L’ondata di preoccupazione scatenata dai possibili dazi americani sta facendo sentire i suoi effetti sulla borsa mondiale, dove gli investitori sembrano stancarsi di correre rischi e optare per asset più sicuri. L’oro, simbolo di stabilità in momenti incerti, ha raggiunto un nuovo massimo storico, mentre i titoli del debito sovrano, denominati Treasury, mostrano una tendenza al ribasso, segno di un appetito per i rendimenti più bassi. Analisti noti come quelli di Goldman Sachs stanno emettendo previsioni sulla politica monetaria che sembrano destare interesse tra gli osservatori del mercato finanziario: secondo la loro analisi, entro il 2025 dovrebbero essere attuati tre tagli dei tassi d’interesse da parte sia della Banca Centrale Europea (Bce) sia della Federal Reserve (Fed) degli Stati Uniti. Queste decisioni sarebbero mirate a supportare economie mondiali minacciate dalla guerra commerciale, la quale sta aggravando le condizioni di un mercato internazionale già sottoposto a pressione per la crescita e l’occupazione.Gli effetti di una tale politica di taglio dei tassi si manifesteranno probabilmente con una maggiore facilità di accesso al credito, il che dovrebbe in teoria stimolare un recupero del commercio e della produzione. Tuttavia, l’incertezza legata alla guerra commerciale sembra essersi radicata nella psiche degli investitori, i quali stanno cercando di diversificare le loro posizioni per mitigare i rischi. L’appetito per asset sicuri come il oro e gli obbligazioni del tesoro è aumentato mentre la domanda di titoli azionari diminuisce. Gli operatori del mercato guardano con attenzione l’evolversi della situazione politica, cercando di comprendere meglio le motivazioni alle spalle delle scelte dei governi e delle banche centrali.In questo quadro, il ruolo dei tagli dei tassi come strumento per attenuare gli effetti negativi della guerra commerciale è riconosciuto da molti osservatori. Ma se la loro capacità di innescare una ripresa economica dovesse fallire a causa della persistenza degli ostacoli al commercio internazionale, il mercato potrebbe dover affrontare conseguenze più gravi per quanto riguarda i flussi di credito e le scelte investimenti degli operatori finanziari.

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